San Valentino, il valore delle coccole in tempo di Covid-19

In tempi difficili, riscopriamo il valore della dolcezza: San Valentino è l'occasione giusta per trascorrere del tempo con chi si ama

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Un cioccolatino. Una carezza. Un bacio. Sono tanti i modi di festeggiare San Valentino, la festa degli innamorati. La tenerezza, da mantenere poi per 365 giorni, può essere davvero una cura per farci stare meglio, anche nella quarta (e si spera ultima) ondata di una pandemia che ha fatto deflagrare solitudini sopite, legate anche a difficoltà economiche e a oggettivi malesseri psichici. A consigliare una particolare attenzione alla tenerezza ed alla passione, attraverso coccole e dolcezza, sono gli specialisti della Società Italiana di Psichiatria. Ritrovare la passione e il desiderio di stare con l’altro significa riaccendere le emozioni, a volte anestetizzate durante i mesi che abbiamo passato. E le coccole possono rivelarsi un’arma strategica per aiutare chi ci vive accanto a sentirsi meglio, anche fisicamente.

Così una coccola e una carezza ci fanno star meglio

Le classiche coccole possono essere d’aiuto per chi non si sente benissimo. E non solo sul fronte dell’amore e della passione, ma anche sulla risposta del fisico ad eventuali piccoli problemi di salute. Infatti secondo diversi studi possono aiutare (come del resto l’attività fisica) ad aumentare le endorfine, sostanze chimiche prodotte dal cervello e dotate di una potente attività analgesica ed eccitante, che riducono la sintomatologia e permettono il rilascio di citochine pro-infiammatorie, che favoriscono la risposta immunitaria. Quindi non fermatevi con la dolcezza, e non solo oggi.

E poi avete mai pensato quanto vale una carezza? Se volete saperne di più andate a leggere una ricerca condotta sui neonati proprio per studiarne gli effetti. Lo studio è apparso qualche tempo fa su Current Biologyed è stato condotto dell’università di Oxford e della della John Moores di Liverpool. Arrivando a dire che le carezze riescono a ridurre nei bambini l’attività cerebrale correlata alle esperienze dolorose. Sono stati studiati oltre 30 neonati in cui è stata monitorata l’attività cerebrale con elettroencefalogramma mentre i bebè erano sottoposti ad un esame del sangue. La metà dei bambini ha precedentemente ricevuto una dose di carezze: dalle risposte dell’esame di rilevazione dell’attività cerebrale, si è visto che nei piccoli sottoposti a questa prevenzione fatta d’amore e dolcezza l’attività del cervello legata al dolore è stata più bassa di circa il 40% rispetto al gruppo di controllo. Stando i consigli dei ricercatori, la carezza ideale dovrebbe avere una velocità di circa 3 centimetri al secondo per attivare particolari fibre nervose che entrano in gioco nella percezione del colore.

Perché ne abbiamo bisogno

“La mancanza di relazioni sociali è costata molto cara soprattutto alle donne single e non solo, che hanno di solito un numero di amiche intime più ampio e ha portato a un declino del benessere mentale – spiegano Massimo di Giannantonio ed Enrico Zanalda co-presidenti della Società Italiana di Psichiatria (SIP). Secondo indagini svolte negli Stati Uniti e nel Regno Unito sugli impatti negativi della quarantena, il 34% delle donne si è sentita sola durante la pandemia, mentre tra gli uomini il 23% ha sperimentato qualche volta la solitudine che è stata una costante soltanto per il 6% di loro. A dar man forte ai risultati di queste indagini ci sono le ricerche on-line effettuate nei giorni di reclusione domiciliare i risultati delle tendenze di Google hanno rivelato che c’è stata in molti Paesi, tra cui l’Italia, un’impennata della ricerca di parole come solitudine, tristezza e preoccupazione”.

In questa chiave, quindi, la giornata degli innamorati può rivelarsi un’utile occasione San Valentino potrebbe dunque essere un’occasione per iniziare a uscire dall’esaurimento emotivo, “scongelare” le proprie emozioni e riassaporare sentimenti più intensi e veri. “Non solo festeggiando le coppie ma estendendo la celebrazione di Cupido a tutte le relazioni affettive condizionate e trascurate dall’isolamento – fanno sapere gli esperti”.

Insomma. Sfruttiamo l’occasione offerta dalla festa degli innamorati per aprirci agli altri, sempre tenendo presenti le regole di prevenzione dell’infezione da virus Sars-CoV-2 che non vanno mai dimenticate. E soprattutto, ricordiamoci del valore di una carezza e comunque anche di una vera e propria “coccola” per chi vive con noi. Lo aiuteremo in termini di salute. Sia chiaro: non si parla solamente di un cioccolatino che comunque può aiutare il benessere psicologico. Il cioccolato contiene sostanze come le N-oleoletanolamine e le N-linoletanolamine, che sono molto simili all’anandamide. Questo composto, in pratica, dà piacere e benessere. Solo che non appena questo elemento appagante entra in attività il cervello lo consuma a grandissima velocità pur se altre sostanze presenti nel cioccolato frenano la perdita di anandamide, prolungando la sensazione di piacere.