Salute del cuore a rischio se lavoro e vita di coppia sono insoddisfacenti

Stress psicologico ed emotivo impatta sui fattori di rischio per il cuore, aumentando la possibilità di un infarto

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Tutte abbiamo bisogno di essere riconosciuti, per quello che facciamo ogni giorno. Sul lavoro, in casa, nel tempo libero, in famiglia è fondamentale che ogni persona trovi un proprio spazio in cui si realizza. Altrimenti non corre rischi solo il sistema nervoso, ma anche la salute del cuore. A segnalarlo, indicando che si tratta di un rischio da non sottovalutare per il benessere della donna di mezza età, è una ricerca dell’Università di Pittsburgh, pubblicata su Journal of American Heart Association.

Lo stress “sociale” impatta sui fattori di rischio

Conosciamo tutti i “nemici” del cuore, anche se molti non danno segni della loro presenza, come l’ipertensione o il colesterolo “cattivo” o LDL o il diabete. E sappiamo che il mancato controllo del peso corporeo, l’alimentazione impropria che si distacca dalle linee della dieta mediterranea, la scarsa attività fisica e il fumo di sigaretta concorrono ad aumentare i pericoli.

Lo stress, in questa dinamica, può avere un peso importante. Ed è proprio sul versante psicologico ed emotivo che si è concentrato lo studio americano, andando ad analizzare se il giusto “riconoscimento” del ruolo sociale della donna, sia essa lavoratrice o impegnata solamente in famiglia o debba accudire i genitori anziani, poteva impattare sul rischio cardiovascolare e quindi sul possibile sviluppo di un infarto.

L’analisi ha preso in esame una popolazione di donne adulte, tra i 42 e i 61 anni, valutando da un lato la gratificazione per la vita che stavano facendo e dall’altro il profilo di rischio cardiovascolare, misurato attraverso una serie di parametri: indice di massa corporea, pressione arteriosa, valori di colesterolo e glicemia, movimento regolare, alimentazione e fumo di sigaretta.

È a questo punto che emerge una stretta correlazione tra il riconoscimento della propria figura al lavoro, in casa e nella vita sociale, zucchero nel sangue, livelli di colesterolo, attività fisica, dieta e fumo. Infatti le donne che si sentivano “riconosciute” perché avevano ruoli gratificanti in ambito familiare e sociale svolgevano regolarmente un’attività fisica impegnativa per almeno due ore la settimana e avevano un 30 per cento in più di non fumare.

Come se non bastasse, ad ogni punto in più di stress da mancata gratificazione saliva del 13 per cento il rischio di mantenere controllata la pressione arteriosa, del 10 per cento il rischio di avere un indice di massa corporea superiore a 30, quindi indicativo di obesità, e quasi il 20 per cento di rischio in più di seguire un’alimentazione corretta e salutare. Lo studio, ovviamente, è solo osservazionale quindi non permette di risalire ad un preciso rapporto causa/effetto. Ma indica comunque una traiettoria pericolosa, che deve passare attraverso un giusto riconoscimento del ruolo della donna, sia sul lavoro che in famiglia.

Perché ci vuole attenzione

Le buone abitudini sono una sorgente di salute per tutta la vita. Ma ci sono fasi in cui possono risultare particolarmente utili, come appunto quella della transizione verso la menopausa, quando il rischio cardiovascolare appare in aumento visto che progressivamente viene a mancare la “protezione” degli ormoni estrogeni.

Si tratta quindi di una fase delicata per il cuore, in cui una regolare attività fisica e sane abitudini di vita possono davvero fare la differenza. Affrontare nel modo giusto lo stress, rivendicando il proprio ruolo fondamentale nel lavoro e nella famiglia, può quindi diventare uno strumento utile per preservare non solo la psiche, ma anche cuore ed arterie.

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