Ritmi mestruali, come i cicli lunari potrebbero influire

Uno studio ha osservato come i flussi mestruali si “organizzavano” con le fasi lunari. Ma non si è giunti a nessuna conclusione certa

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

“Ho la luna storta”. Quante volte si è sentita dire questa frase, incontrando una persona dall’umore non proprio gioioso. E quanto volte, nei secoli, si è pensato che i cicli lunari potessero influire sulla fisiologia femminile, non solo per indirizzare il momento del parto ma anche interferendo con la normale regolazione dei flussi ormonali che caratterizzano la vita fertile.

Ebbene, una ricerca coordinata da Charlotte Helfrich-Förster, dell’Università di Würzburg pubblicata su Science Advances dice che questa possibilità non va scartata a priori nemmeno secondo la scienza, seppur difficile da confermare su grandi numeri, dimostrando che forse le teorie delle nostre nonne non erano del tutto campate in aria.

Seguite 22 donne

La ricerca ha preso in esame le informazioni raccolte da 22 donne, giovani, che hanno raccolto mediamente per una quindicina d’anni un diario sui cicli mestruali. Stando a quanto emerso, mediamente in circa un quarto dei casi si è osservato che i flussi mestruali si “organizzavano” con le fasi lunari, pur se con ampie variazioni.

Per alcune donne seguire i ritmi della notte si è rivelata quasi una “costante”, mentre per molte l’allineamento dei cicli mestruali con quelli lunari è stato solo occasionale. Insomma, il rapporto visto appare incostante e può modificarsi ma sarebbe comunque significativo e sarebbe particolarmente significativo in giovane età, per poi sfumare sempre di più col tempo.

Infatti l’allineamento ormonale con le fasi lunari si è osservato appunto in quasi una ragazza su quattro sotto i 35 anni, ma superata quest’età si è fatto molto più raro: solo poco meno di una donna su dieci presentava, occasionalmente questo rapporto con i “tempi” della luna. È avvenuto solo circa un quarto delle volte per le donne di età pari o inferiore a 35 anni e solo il 9% delle volte per le donne anziane. Tuttavia, c’era molta varianza tra gli individui.

Attenzione poi ad un dato che emerge: le luci notturne potrebbero essere un fattore che tende a disallineare i ritmi lunari con quelli mestruali, come se proprio l’illuminazione artificiale potesse rappresentare una sorta di “variabile” esterna in grado di influire anche sulle variazioni ormonali femminili.

Ovviamente lo studio non consente di giungere ad una conclusione certa, ma è comunque affascinante, nel percorso antropologico che lega flussi mestruali, ovulazione, gravidanze e fasi lunari, ad indicare un’azione dell’astro notturno sulla fisiologia femminile. Ultima osservazione: anche l’ovulazione sarebbe “indicata” in tempi di luna nuova, quasi per un retaggio “protettivo” dell’oscurità nei tempi antichi.

Attenzione alla sindrome premestruale

Influsso lunare o meno, ciò che conta è fare in modo che l’arrivo delle perdite mestruali non comporti irritabilità, tensione, insicurezza, con il rischio di andare incontro a repentini e inattesi sbalzi d’umore, a sentirsi stanche e svogliate  ad ogni ora del giorno. Oppure, o a volte anche in aggiunta, comporti che le caviglie tendano a gonfiarsi, che si provi dolore al seno e che compaiono fastidiosi mal di testa.

Questi sono i tanti modi di presentarsi della sindrome premestruale, caratterizzata da un insieme di fastidi che si manifestano  4-7 giorni prima della mestruazione e migliora o scompare completamente con l’inizio dei cicli. A prescindere dai consigli che vanno dati caso per caso dal ginecologo, ciò che conta è prevenire e sopportare al meglio queste condizioni.

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