Ranitidina: cos’è e a cosa serve

Messa sul mercato all'inizio degli anni '80 e finita nell'occhio del ciclone per un ritiro da parte dell'AIFA, questa molecola è utilizzata per inibire le secrezioni acide a livello gastrico

La Ranitidina è una molecola utilizzata per le formulazioni dei farmaci gastroprotettori e facente parte della classe degli antagonisti dei recettori H2 istaminergici.

Recentemente finita nell’occhio del ciclone per il ritiro a scopo precauzionale da parte di AIFA di circa 500 lotti di medicinali a causa della presenza di un’impurità con effetti potenzialmente cancerogeni, ha iniziato a essere studiata negli anni ’70 dagli esperti della casa farmaceutica Glaxo.

Immessa sul mercato nel 1981 ha cominciato una scalata al successo culminata con la conquista, nel 1988, della palma di farmaco più venduto al mondo. Negli anni successivi ha però perso quota a causa della diffusione dell’omeprazolo.

La sua principale funzione è l’inibizione della produzione di acido da parte dello stomaco. Tra i suoi impieghi maggiori è possibile includere il trattamento di disturbi come il reflusso gastroesofageo, così come quello delle ulcere.

Sviluppata con lo scopo di eguagliare i successi commerciali raggiunti dalla Smith, Kline & French con il principio attivo Cimetidina, la Ranitidina è in grado di agire sulle secrezioni gastriche favorite dai cibi ricchi di istamina (p.e. i pomodori), ma anche su quelle causate dalla gastrina e dall’azione degli agenti muscarinici (farmaci come l’acetilcolina).

In grado di inibire le secrezioni gastriche che insorgono nelle ore di digiuno oltre a quelle frutto dell’assunzione di determinati alimenti, questa molecola viene impiegata anche per il trattamento delle emorragie a carico del tratto iniziale dell’apparato digerente.Tra i suoi contesti di utilizzo è possibile citare l’ambito chirurgico, che vede il ricorso alla Ranitidina con il fine di evitare problemi di bruciore di stomaco a causa degli acidi gastrici inalati durante l’anestesia.

Per quel che concerne l’uso quotidiano, va ricordato che la Ranitidina si assume due volte al giorno per via orale. I farmaci di cui è principio attivo sono disponibili in commercio sotto forma di compresse e compresse effervescenti, ma anche come sciroppi.

Indicata anche in caso di sindrome di Zollinger-Ellison – grave malattia peptica che si contraddistingue per ipergastrenemia secondaria – andrebbe assunta circa un’ora prima del contatto con il cibo o con la bevanda potenzialmente in grado di provocare secrezioni di acido cloridrico da parte dello stomaco. Da sottolineare è infine la sua interazione con i farmaci che causano la porfiria o che ne incrementano i sintomi.

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