Prevenzione dell’ictus, le attenzioni da avere in montagna

L’apparato cardiovascolare ha bisogno di adattarsi ai bruschi cambi di quota, soprattutto se pressione arteriosa o colesterolo non sono sotto controllo.

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Con il grande caldo, la vacanza in montagna diventa un momento per rimettersi in forma, riposarsi e fare la giusta attività fisica, fuggendo dalla calura delle città. Ma ci vuole attenzione, in particolare quando si fa la classica “gita” di uno o due giorni, ricordando che l’apparato cardiovascolare ha bisogno di adattarsi ai bruschi cambi di quota, soprattutto se i fattori di rischio cardiovascolari come pressione arteriosa o colesterolo non sono sotto controllo, o magari si sono già avuti episodi acuti. Grazie alle indicazioni di A.L.I.Ce. Italia Onlus, l’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale, ecco qualche consiglio utile.

Non fate mancare l’acqua

Ricordate che è necessario approvvigionarsi del giusto quantitativo di acqua per la gita che si vuol fare e valutare bene i punti di rifornimento, fontanelle, rifugi o altro, presenti sul percorso. Una corretta idratazione è necessaria per mantenere l’equilibrio dinamico tra l’apporto e la perdita di acqua, soprattutto durante l’esposizione ai forti raggi del sole di montagna, in mancanza del quale può presentarsi un importante rischio per la salute, tale da condurre anche a insolazioni o, nel peggiore dei casi, a colpi di calore.

L’acqua, bevuta a piccoli sorsi a intervalli frequenti senza aspettare di avere sete, è ciò di cui il nostro organismo necessita per mantenere un buono stato di salute, elemento insostituibile nei processi vitali di idratazione e termoregolazione. Perché la disidratazione può essere pericolosa? Il sangue tende a essere meno fluido e fatica a circolare nei piccoli vasi sanguigni del cervello e del cuore. Se a questo si aggiunge la carenza di ossigeno, ecco che aumenta il rischio per coloro che sono già stati colpiti da ictus o che presentano fattori di rischio cardio-cerebrovascolari.

Ovviamente la riduzione di ossigeno nell’aria che si inspira non migliora certo la situazione. Anche se è noto che più si sale in quota, più si riduce l’ossigeno nell’aria. A volte ci si dimentica che a 3000 metri manca già il 30% di ossigeno, un’altitudine questa che risulta a rischio per gli anziani, spesso affetti da malattie croniche come ipertensione arteriosa, diabete mellito, pregresso ictus o infarto del miocardio in trattamento farmacologico.

Per questo è sempre importante informarsi bene con il proprio medico sui comportamenti da tenere e su eventuali messe a punto di trattamenti che si stanno seguendo. Infine, non dimenticate che anche se con il sole che splende si può avere un piacevole tepore anche alle alte quote, soprattutto per gli anziani la termoregolazione può non essere perfetta. Per questo bisogna sempre essere preparati, considerando che si possono verificare fenomeni atmosferici improvvisi con rapido abbassamento della temperatura anche di dieci e più gradi. Insomma: equipaggiatevi a dovere prima della gita.

 

 

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