Pressione alta: i batteri intestinali che la regolano

Secondo due studi recenti, potrebbe esserci un legame tra disbiosi intestinale e ipertensione

Fattore di rischio cardiovascolare che coinvolge circa un miliardo di persone in tutto il mondo (in Italia si parla di un adulto su tre), la pressione alta potrebbe essere correlata alla disbiosi intestinale.

A dirlo è uno studio congiunto spagnolo e statunitense, i cui dettagli sono stati pubblicati sulle pagine della rivista scientifica Frontiers in Physiology.

Questo lavoro di ricerca, che ha coinvolto studiosi dell’Università di Granada e professionisti dell’Università della Florida, ha previsto l’analisi dei campioni fecali di diversi gruppi di ratti, il cui peso corporeo è stato tenuto sotto costante controllo (lo stesso vale per l’accesso al cibo e all’acqua).

La correlazione tra scompensi della flora intestinale e pressione alta è stata indagata considerando anche gli esseri umani.

Degno di nota a tal proposito è uno studio sempre del 2017, pubblicato sulle pagine della rivista Microbiome.

Questa ricerca cinese ha analizzato i batteri intestinali di 41 persone con livelli ottimali di pressione ematica. Nel campione sono stati presi in considerazione anche 99 soggetti affetti da ipertensione e 56 con una condizione nota come preipertensione.

Nei partecipanti alla ricerca con problemi di ipertensione e preipertensione, gli studiosi hanno riscontrato una presenza eccessiva di due specifici batteri, ossia la Prevotella e la Klebsiella.

Fondamentale è ricordare che questi studi, così come tutti gli altri effettuati per indagare la correlazione tra disbiosi intestinale e pressione alta, sono di natura osservazionale.

Oggi come oggi, non è infatti ancora chiaro se i cambiamenti dei batteri intestinali possano influenzare i valori della pressione. La scienza dovrà inoltre fare luce sul modo in cui la flora intestinale è in grado di comportare dei cambiamenti relativi ai valori della pressione arteriosa.

La connessione tra intestino e pressione del sangue può oggettivamente apparire strana, se ci si pensa non è poi così sorprendente.

Molti dei fattori che possono comportare un aumento dei valori della pressione arteriosa, entrano infatti nell’organismo umano tramite l’apparato digerente. Stiamo parlando soprattutto delle bevande alcoliche e dei cibi molto salati.

Essenziale è poi ricordare che nel tratto gastrointestinale hanno luogo dei processi, in primis il metabolismo, con un ruolo attivo nell’insorgenza dell‘ipertensione, patologia che, ogni anno, causa più di 400.000 decessi nel solo territorio USA.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Pressione alta: i batteri intestinali che la regolano