Predire la leucemia attraverso un test del sangue

In futuro un semplice test del sangue potrebbe aiutarci ad individuare chi avrà la leucemia

Un test in grado di prevedere la leucemia molti anni prima che la malattia si manifesti.

Non si tratta di fantascienza, ma dei risultati di uno studio pubblicato su Nature, che apre la strada alla scoperta di un nuovo esame del sangue capace di anticipare l’insorgenza di alcune patologie. Secondo gli esperti infatti nei soggetti sani sarebbero presenti, già anni prima, dei mutamenti genetici tali da prevedere lo sviluppo, in futuro, del tumore ematologico nella sua forma mieloide acuta.

Questa patologia particolarmente aggressiva può insorgere ad ogni età, provocando infezioni mortali ed emorragie. Negli ultimi anni sono stati fatti pochissimi progressi nell’individuazione di una terapia, per questo motivo lo studio internazionale riaccende le speranze.

La ricerca è stata realizzata dagli esperti del Wellcome Sanger Institute inglese e dell’European Bioinformatics Institute Embl-Ebi, che hanno collaborato con gli scienziati del Princess Margaret Cancer Centre in Canada e del Weizmann Institute in Israele.

La scoperta è partita da uno studio del 1992 sul legame fra cancro e alimentazione. Alcuni dei partecipanti infatti si erano ammalati di leucemia mieloide acuta e gli scienziati hanno avuto così la possibilità di studiare i campioni di sangue che erano stati precedentemente stoccati. Analizzando il Dna hanno scoperto la presenza di alcuna anomalie nei pazienti che erano stati colpiti da Aml.

“La leucemia mieloide acuta appare spesso all’improvviso – ha commentato la ricercatrice Grace Collord – quindi siamo stati sorpresi nello scoprire che le sue origini sono generalmente rilevabili più di 5 anni prima la malattia si sviluppi. Questo fornisce la ‘prova di principio’ che sviluppare un test per identificare le persone ad alto rischio di Aml è possibile”.

“Lo studio offre la prima evidenza della possibilità di identificare molti anni prima chi potrebbe sviluppare una leucemia mieloide acuta (Aml) – ha spiegato George Vassiliou, fra i ricercatori che hanno partecipato all’indagine -. Ora la nostra speranza è sviluppare test di screening efficaci per riconoscere chi rischia di più e indirizzare la ricerca verso la prevenzione o la possibilità di fermare la progressione del tumore”.

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