Polmonite batterica, cos’è e perché aumenta il rischio infarto

La polmonite può rivelarsi molto pericolosa per la salute del cuore quando è nella sua forma batterica, aumentando il rischio di infarto e ictus

La polmonite batterica aumenta il rischio di infarto.

Lo svela una ricerca scientifica che punta il dito su una patologia ancora poco conosciuta. Secondo i  ricercatori dell’Intermountain Heart Institute di Salt Lake City infatti la polmonite batterica presenta complicanze cardiache molto gravi, che superano anche quelle della forma virale. Lo studio ha coinvolto 5 mila pazienti e ha consentito di dimostrare che la polmonite batterica provoca un rischio maggiore del 60% di soffrire di ictus e infarto rispetto ai pazienti a cui è stata diagnosticata la polmonite virale.

Già in passato numerosi studi scientifici avevano evidenziato i danni causati da questa patologia al sistema cardiovascolare, dimostrando come le infezioni respiratorie aumentino di 6 volte la possibilità di avere un attacco di cuore. La polmonite è una malattia infiammatoria che colpisce il sistema respiratorio e in particolare i polmoni. La forma batterica viene causata da batteri come lo Streptococcus pneumoniae, l’Haemophilus influenzae, lo Staphylococcus aureus e il Mycoplasma pneumoniae, mentre quella virale – più frequente nei bambini – deriva da virus influenzali di tipo B o A.

La ricerca, presentata nel corso dell’American Heart Association, ha analizzato le condizioni dei pazienti ricoverati in 23 ospedali dal 2007 al 2014 con una diagnosi di polmonite. Ogni volontario è stato monitorato per un periodo di tre mesi, durante i quali sono stati valutati episodi di ictus, insufficienza cardiaca o morte.

Il risultato? Il 34% dei pazienti a cui in passato era stata diagnosticata una polmonite batterica ha avuto un infarto nel corso dei successivi 90 giorni. A rendere diverse le due forme di questa patologia sarebbe il modo in cui agisce sul cuore. La polmonite batterica infatti causa un’infiammazione più estesa, che colpisce anche le arterie. Quando quest’ultime si infiammano infatti gli strati di placca accumulati negli anni si destabilizzano fortemente e ostacolano la circolazione del sangue, provocando infarti e ictus.

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