Perché fare attenzione alle ossa dopo le cure per il tumore al seno

Le cure ormonali adiuvanti, efficaci contro il tumore al seno, hanno degli effetti sul tessuto osseo. Vita sana, alimentazione e terapia preventiva ci difendono dalla fragilità ossea

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Grazie alle terapie, sempre più precise ed efficaci, è più agevole il controllo del tumore al seno nel tempo. Ma in alcuni casi proprio le cure per sconfiggere il nemico possono comportare effetti collaterali che vanno tenuti sotto controllo adeguatamente, come un’eccessiva fragilità delle ossa che può aumentare il rischio di fratture. Per questo occorre conoscere questo tema. A ricordarlo è la campagna di sensibilizzazione Ora pOSSO promossa da Amgen, Europa Donna Italia e F.I.R.M.O. in collaborazione con SIOMMMS, e con il patrocinio di CONI, SIE, Fondazione AIOM e W4O.

Perché l’osso è a rischio

Nonostante il tumore al seno sia il più diffuso tra la popolazione femminile (il 30% di tutti i casi di tumore), grazie alla diagnosi precoce e l’efficacia delle terapie è il tumore con il maggior numero di pazienti in vita a cinque anni dalla diagnosi. Le cure, ovviamente, sono diverse in base alle caratteristiche delle cellule ma in media in quasi il 70-75% dei casi il tumore è positivo per i recettori dell’estrogeno e/o del progesterone. Questo comporta la necessità di una terapia ormonale adiuvante, fondamentale per il controllo del quadro ma che può avere come effetto collaterale l’alterazione del tessuto osseo. Per questo è importante difendere le ossa. In termini scientifici, la fragilità dello scheletro e l’innalzamento del rischio di fratture sono causati da un eccessivo riassorbimento del tessuto osseo legato proprio alla terapia ormonale adiuvante. Contro questo tipo di fragilità le corrette abitudini da sole purtroppo non bastano: serve anche una terapia farmacologia mirata. “Le donne in terapia ormonale adiuvante possono andare incontro a una frattura anche in presenza di valori di densità minerale ossea non alterati: le cure per ridurre il riassorbimento osseo possono arrivare a dimezzare il rischio” spiega Maria Luisa Brandi, Presidente F.I.R.M.O. Onlus – Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell’Osso, specialista in Endocrinologia. “Possono essere prescritti farmaci anti-riassorbitivi di sintesi chimica da assumere per via orale, settimanalmente o mensilmente, e altri biologici. È importante anche ricordare che una regolare attività fisica contribuisce a rendere l’osso qualitativamente migliore, oltre a migliorare la coordinazione e l’equilibrio, riducendo così il rischio di cadute”. In ultimo, una curiosità. Le donne già in menopausa sommano il rischio di fragilità ossea indotta dai farmaci a quello di una possibile preesistente osteoporosi. Ma quelle che si ammalano in età fertile hanno un maggior rischio di fratture, perché più alto è il livello degli estrogeni presenti nell’organismo, maggiore è l’impatto delle terapie ormonali adiuvanti. “È acclarato che la fragilità ossea non è determinata solo da fattori quantitativi, ma soprattutto qualitativi a partire da una alterazione della architettura del tessuto osseo” conclude Francesco Bertoldo, Professore di Medicina interna, Università di Verona, delegato SIOMMMS, specialista in Endocrinologia e Medicina interna. “A prescindere dall’età della paziente e dalla massa ossea rilevata mediante la Densitometria ossea (o MOC, Mineralometria Ossea Computerizzata), tutte le donne con tumore al seno in terapia ormonale adiuvante necessitano di una terapia preventiva”.

Cosa propone la campagna

La campagna “Ora pOSSO” ha come testimonial la tennista Francesca Schiavone. Giunta alla terza edizione, si arricchisce di iniziative studiate sulla base delle esigenze espresse dalle pazienti. La pagina Facebook di EuropaDonnaItalia ospiterà un programma per supportare le pazienti ad affrontare in modo  pragmatico ed efficace il colloquio con l’oncologo. Sarà disponibile un calendario mensile di dirette per approfondire con gli specialisti tematiche legate alla fragilità ossea e al suo impatto sulla qualità della vita. Sarà dato spazio all’esercizio fisico, con il nuovo programma Training Ora pOSSO, realizzato da Progress Lab: un percorso di attività motoria con trainers specializzati nell’esercizio fisico specifico per le donne con tumore al seno e dedicato alla community “Ora pOSSO”. Tutti i nuovi contenuti saranno disponibili sul sito ufficiale della campagna ossafragili.it/oraposso. “Secondo un’indagine campione condotta nel 2019, il 62% delle donne in terapia ormonale adiuvante per un tumore al seno dichiarava di non aver ricevuto adeguate informazioni sul problema della fragilità ossea indotta dalle cure e  tra queste una su tre ammetteva di aver smesso di assumere i farmaci prescritti proprio per quel motivo” segnala Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia “Per questo l’obiettivo di Ora pOSSO è moltiplicare ogni anno i canali per sensibilizzare e informare le donne. Il sito dedicato e tutte le iniziative promosse  sulla pagina Facebook di Europa Donna Italia hanno poi un valore aggiunto in questo periodo, in cui l’emergenza  Covid-19 rende complicato il rapporto con il medico”.

Con il contributo di Amgen

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Perché fare attenzione alle ossa dopo le cure per il tumore al seno