Ossa fragili? Ecco cosa fare per controllare l’osteoporosi

Esercizio fisico e sana alimentazione sono la miglior arma preventiva contro l'osteoporosi: chi è più a rischio e conseguenze

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Quasi cinque milioni di italiani over 60 fanno i conti con la fragilità ossea e sono esposti al rischio di fratture da fragilità. Ma la prevenzione può fare molto per ridurre il rischio di fratture dopo traumi minimi, che possono interessare soprattutto le ossa lunghe e le vertebre. Occorre prestare attenzione all’alimentazione (fin da giovani) muoversi regolarmente e seguire i consigli del medico non “dimenticando” eventuali terapie prescritte.

Perché nasce l’osteoporosi

L’osteoporosi è dovuta al progressivo invecchiamento dell’osso che perde sia la componente proteica, le colonne, che la componente minerale,  il cemento dello scheletro: in pratica l’impalcatura scheletrica che è quella che ci sostiene in posizione eretta e ci consente di contrastare la forza di gravità, che altrimenti ci schiaccerebbe.

“La malattia è legata alla perdita della componente proteica e minerale delle ossa, più frequente nell’età avanzata, nelle donne in genere dopo la menopausa a causa della mancanza di estrogeni, ormoni che stimolano la formazione dell’osso, ma può presentarsi anche nei pazienti più giovani che hanno assunto terapie farmacologiche per malattie autoimmuni o oncologiche” – spiega Annamaria Colao, Presidente eletto SIE – Società Italiana di Endocrinologia, Professore Ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Università Federico II di Napoli e membro del Comitato Scientifico di DiLei Take Care.  

“Per questo è importante effettuare controlli periodici allo scheletro perché per tutti noi è un marcatore di buona salute generale: se le ossa stanno bene vuol dire che l’individuo è cresciuto bene, si è nutrito bene e ha fatto sufficiente esercizio fisico. Quindi, ha avuto uno stile di vita sano”.

Il problema è prevalente nelle donne, per le quali la menopausa segna uno spartiacque della salute dell’osso, ma anche gli uomini ne sono affetti. Verosimilmente mentre le donne sono più sensibili a questa problematica, l’uomo non ne ha idea. La prevenzione è fondamentale, ed è fatta soprattutto di sane abitudini.

“La migliore arma preventiva è la corretta alimentazione ricca di proteine, di calcio e prodotti freschi oltre all’esercizio fisico: ricordo che l’osso si forma e si trasforma ogni giorno con il movimento – ricorda. I sedentari perdono massa ossea, chi fa molta attività fisica costruisce componente ossea. Se vogliamo avere uno scheletro forte e di qualità fin da quando siamo piccoli dobbiamo nutrirci bene e fare movimento. Dopo una certa età è importante controllare l’apporto di vitamina D. Quando tutte queste attenzioni non sono sufficienti, esistono poi numerose terapie efficaci nel prevenire le fratture da fragilità”.

Una campagna per “salvare le ossa”

Il rischio correlato all’osteoporosi ha un nome: frattura da fragilità. “In Italia sono 560.000 le fratture da fragilità secondarie ad osteoporosi ogni anno, tra queste circa la metà sono fratture di femore – riprende l’esperta. E in seguito ad una frattura da fragilità è cinque volte più probabile che i pazienti subiscano una seconda frattura entro i due anni successivi”.

L’informazione e la conoscenza sono le armi più efficaci per limitare i rischi. Lo ricorda la campagna di sensibilizzazione “Fai vincere le tue ossa”, che  si rivolge in particolare alle donne over 65 e a quelle over 45 che oggi hanno il ruolo di seguire altre persone ma che devono anche cominciare a considerare la salute delle proprie ossa.

Testimonial dell’iniziativa è Loretta Goggi, interprete dello spot che rilancerà il claim della campagna: “Se soffri di osteoporosi, la terapia non è un gioco, seguila”. Inoltre, è stato attivato un servizio di informazione attraverso il Numero Verde 800.888.844, attivo dal 17 novembre: specialisti dell’osso, selezionati dalle Società scientifiche partner dell’iniziativa, potranno rispondere direttamente ai dubbi e alle domande dei cittadini sulla fragilità ossea e sui rischi di fratture da fragilità.

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