Nel nostro corpo c’è una bilancia: ecco come funziona

Alcuni studiosi hanno scoperto la presenza di una bilancia all'interno del nostro corpo. Ecco di cosa si tratta e come funziona

Il nostro corpo è dotato di una bilancia interna in grado di controllare il peso corporeo. Un gruppo di studiosi infatti ha individuato un meccanismo, sino ad oggi sconosciuto, esistente all’interno dell’organismo che consente di regolare la presenza del grasso. Il sistema funziona proprio come le classiche bilance che troviamo nel bagno di moltissime case. Quando il peso inizia a diventare eccessivo viene inviato un segnale specifico al cervello per ridurre il consumo di cibo.

“Molto semplicemente, abbiamo scoperto l’esistenza di bilance da bagno interne – ha rivelato John-Olov Jansson che ha coordinato lo studio -. Il peso del corpo viene registrato a livello degli arti inferiori. Se il peso corporeo tende ad aumentare, un segnale viene inviato al cervello per ridurre l’assunzione di cibo e mantenere il peso corporeo costante”.

Lo studio ha coinvolto un gruppo di topolini, che hanno subito artificialmente un aumento di peso. I ricercatori hanno utilizzato un semplice stratagemma, aggiungendo dei pesi agli arti inferiori degli animali. Inaspettatamente i roditori hanno perso peso tanto quanto il carico artificiale. Non solo: oltre ad una sostanziale riduzione del grasso corporeo, è stato registrato anche un miglioramento dei livelli di glucosio nel sangue.

Gli scienziati hanno dunque scoperto che la massa grassa viene regolata in maniera indipendente. “Il meccanismo che ora abbiamo identificato – ha spiegato il professor Claes Ohlsson – regola la massa grassa del corpo indipendentemente dalla leptina, ed è possibile che la leptina combinata con l’attivazione delle bilance corporee interne possa diventare un trattamento efficace per l’obesità”.

Questa scoperta potrebbe anche spiegare il motivo per cui chi passa troppo tempo seduto rischia maggiormente di contrarre obesità, diabete e malattie metaboliche. “Stare seduti troppo a lungo si traduce in un minor carico di osteociti nelle ossa lunghe che portano il peso – ha svelato l’esperto – e, quindi, la regolazione omeostatica del peso corporeo non attiva il suo segnale afferente al cervello, con conseguente obesità”.

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