Natale, come comportarsi con chi soffre di malattia di Alzheimer

Evitare luci lampeggianti, scegliere i regali adatti, recuperare vecchie foto e musiche gradite: alcuni accorgimenti per affrontare le feste con chi soffre di Alzheimer

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Metteteci le indicazioni e le norme di distanziamento legate alla pandemia da Covid-19. Aggiungete lo stress legato al momento che stiamo vivendo. Mescolate il tutto e otterrete un cocktail che sicuramente può rendere necessaria una certa attenzione nel periodo di festività in arrivo per le persone fragili, come quelle che soffrono di malattia di Alzheimer. Ecco i consigli della società Italiana di Neurologia sull’argomento.

Attenzione alle ore serali

Prima regola da osservare: tentiamo di aiutare le persone a ridurre il livello di ansia che si può creare in questa situazione, soprattutto verso sera. Il che significa sfruttare nel modo migliore la possibilità di praticare una semplice attività motoria, comunque di uscire per distrarsi.  Ma soprattutto, non dimentichiamo che il fatto di limitare i contatti “serali” può avere anche ripercussioni positive sullo stato di tensione emotiva che può insorgere in chi soffre della malattia degenerativa.

“Ci sono alcune indicazioni nell’ultimo Dpcm – spiega Amalia Bruni, Presidente SINdem (Società Italiana di Neurologia per le Demenze) – che corrispondono alle necessità dei pazienti con la malattia di Alzheimer: il divieto di festeggiare con molte persone a favore di visite al massimo di un paio di persone a volta, ad esempio, è funzionale per evitare il caos e il trambusto dei festeggiamenti natalizi che generalmente stressano il paziente e amplificano lo stato di incertezza e confusione che spesso domina le fasi intermedie ed avanzate di malattia. Così come il divieto di circolazione dopo le ore 22 favorirà maggiori occasioni di incontro a pranzo rispetto all’ora di cena, senza aggravare quindi il frequente stato di agitazione che caratterizza i pazienti verso le ore serali (sindrome del tramonto)”.

Per il resto, come ogni anno, va sottolineato che il momento delle feste, con le immancabili “variazioni” rispetto a normali ritmi quotidiani, può rappresentare un problema in più, a prescindere dalla presenza della pandemia. “In queste giornate di festa la routine varia inevitabilmente – è il parere di Gioacchino Tedeschi, Presidente della Società Italiana di Neurologia – ed è quindi importante coinvolgere il paziente già nella fase dei preparativi, in un clima allegro, accogliente e magari preceduto da segnali chiari, quali addobbi e decorazioni che scandiscano l’evento imminente.

È importante, inoltre, adeguare l’ambiente in funzione delle necessità delle persone più vulnerabili per far sì che il periodo natalizio diventi un’occasione speciale per tutta la famiglia: attenzione a luci lampeggianti che possono confondere o spaventare una persona con demenza.

Anche i regali vanno scelti e adeguati rispetto ai desideri della persona (non dei familiari) e devono essere adatti alla fase di malattia: abbigliamento comodo, audiocassette di musica preferita, video e album fotografici ma anche, per esempio per le donne e se in fase severa, un bambolotto grande e morbido, risveglia l’istinto materno mai sopito”.

Puntate sui ricordi

Gli esperti sottolineano come le persone con malattia di Alzheimer abbiano bisogno di “ritrovare” in qualche modo le atmosfere del passato. Per questo, nelle molte ore che si trascorrono comunque in casa durante le vacanze natalizie, è importante prevedere passatempo adatti da svolgere tutti insieme: la persona con Alzheimer può trovare conforto nel cantare vecchie canzoni della tradizione o sfogliare album di foto di famiglia, raccontare e farsi raccontare. È inoltre importante coinvolgerla nell’organizzazione dei preparativi, come incartare i regali, decorare, apparecchiare la tavola, persino cucinare.

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