Menopausa, vampate di calore, sudori notturni e rischio cuore

L'approccio medico personalizzato durante la menopausa dovrebbe comprendere anche un'attenzione al benessere cardiovascolare

Federico Mereta Giornalista Scientifico

C’è chi le chiama teneramente caldane. Sono quegli improvvisi flussi di calore che compaiono nel periodo della menopausa, risalendo verso il torace e il viso a dando il via ad arrossamenti improvvisi.

Se questi fenomeni vanno gestiti insieme con il proprio ginecologo, bisogna ricordare che, in qualche modo, le vampate di calore possono ricordare che anche il sistema cardiovascolare va seguito con maggior attenzione. L’elevata intensità di questi fastidi e delle sudorazioni notturne potrebbe infatti correlarsi a un maggior rischio per il cuore.

Nuovi dati dall’Australia

A ‘mettere i puntini sulle i’ in questo senso è una ricerca condotta all’Università del Queensland, pubblicata su American Journal of Obstetrics and Gynecology e coordinata da Dongshan Zhu e Gita Mishra.

Stando a quanto riporta lo studio, le donne che presentano intense vampate di calore e sudorazioni notturne, due tra i disturbi più comuni durante il periodo menopausale, avrebbero un rischio aumentato fino al 70% di andare incontro a crisi di angina, infarti e anche ictus cerebrali.

I sintomi vasomotori della menopausa, quindi, rappresentano un elemento da definire bene con il proprio ginecologo, così come le sudorazioni notturne che, senza alcuna giustificazione legata alla temperatura ambientale, compaiono improvvise a disturbare il riposo.

Sempre stando allo studio, il vero problema non sarebbe la frequenza di questi disturbi, quanto piuttosto la loro intensità. I dati derivano da un’analisi che ha preso in esame quanto rilevato in oltre mezzo milione di donne seguite in 25 diversi studi in tutto il mondo.

Questa informazione è utile sul piano pratico perché consente di mettere a punto un percorso mirato per ogni donna, da seguire anche sotto l’aspetto della salute cardiovascolare. Insomma, quando sopraggiunge la menopausa è fondamentale tenere d’occhio il cuore. Il calo degli estrogeni in questo periodo può diventare il nemico numero uno della salute femminile.

Col tempo può aumentare il rischio cardiovascolare e metabolico e quindi può predisporre la donna, a distanza di diversi anni, al rischio di ictus e infarto. La carenza di estrogeni condiziona anche la perdita di massa ossea, con insorgenza di osteoporosi e conseguenti fratture.

Ogni donna vive la menopausa in modo del tutto personale ma, considerando l’aspettativa di vita fortemente aumentata negli ultimi anni, è necessario attuare una strategia preventiva a lungo termine attraverso periodici controlli e visite dal proprio ginecologo.

Un consiglio utile

Anche se siamo abituati a usarla come condimento, la scienza dice che, per le donne che accusano le classiche “caldane” e altri sintomi della menopausa, il consumo di salsa di soia potrebbe rivelarsi davvero utile.

Secondo una ricerca apparsa sul Journal of Nutrition, un composto naturale contenuto nel popolarissimo condimento può aiutare a controllare la produzione di estrogeni, la principale causa di colpi di calore e perdita di massa ossea.

A dirlo è il National Institute of Health and Nutrition di Tokyo: l’assunzione per tre mesi di un supplemento a base di soia ha ridotto nelle donne appena entrate in menopausa sia le vampate sia l’accumulo di grasso corporeo, con effetto benefico sulle ossa. Attenzione: si tratta solamente in un’osservazione. Non dimenticate mai di valutare il vostro profilo di rischio e lo stato di salute generale assieme al ginecologo!

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