Melanoma, il test genetico che può aumentare la sopravvivenza

Lo screening in questione è finalizzato all'individuazione delle mutazioni della proteina BRAF

Particolarmente diffuso tra le persone di età compresa tra i 30 e i 60 anni, il melanoma è un tumore che ha visto aumentare considerevolmente i suoi numeri.

Secondo i dati di Epicentro, il portale dedicato all’epidemiologia per la sanità pubblica e curato dall’Istituto Superiore di Sanità, negli ultimi dieci anni i casi su scala mondiale sono cresciuti del 15%. Parlando nello specifico del contesto dell’Italia, le nuove diagnosi nel corso del 2018 sono state circa 14.000.

Per fortuna la medicina sta facendo notevoli passi per quanto riguarda il trattamento di questa neoplasia. Degna di nota a tal proposito è la possibilità di eseguire un test genetico finalizzato a individuare la mutazione della proteina BRAF. Grazie a questa procedura, presentata l’altro ieri a Milano in occasione del lancio della campagna di prevenzione “Oltre la Pelle” promossa da Novartis, è possibile identificare prima i pazienti in grado di rispondere meglio alle terapie a bersaglio molecolare, un approccio che ha permesso di apprezzare risultati positivi sia sulle metastasi, sia su tumori meno gravi.

Come ricordato dal Dottor Giuseppe Palmieri, Presidente dell’Integruppo Melanoma Italiano (IMI), la proteina BRAF è presente nel 50% circa dei melanomi. Nei casi in cui si concretizza la sua mutazione, il tumore si fa più aggressivo. Il gene BRAF è infatti fondamentale per il controllo della proliferazione dei melanociti.

Palmieri ha altresì ricordato che le terapie a bersaglio molecolare, che consistono soprattutto nella combinazione tra BRAF inibitori e principi attivi in grado di spegnere l’azione della proteina cellulare MEK, rappresentano oggi una chance importante per quanto riguarda l’aspettativa di vita anche nei pazienti con melanoma in fase avanzata.

La Dottoressa Paola Queirolo, Direttore della divisione  Melanoma, Sarcoma e Tumori rari dello IEO di Milano, ha dato numeri precisi su questi farmaci, che vengono utilizzati da 7/8 anni. La loro applicazione nel trattamento del melanoma ha permesso di aumentare la sopravvivenza a 6 anni dal 2 al 40% nei pazienti con diagnosi di melanoma metastatizzato.

La procedura di screening genetico risulta quindi decisiva per la gestione di una delle neoplasie più pericolose per le popolazioni di etnia caucasica. Il test viene eseguito su campioni di tessuto prelevati tramite una procedura di biopsia.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Melanoma, il test genetico che può aumentare la sopravvivenza