Non solo melanoma, come riconoscere ed affrontare la cheratosi attinica

Cheratosi attinica: cos'è, come riconoscerla e come affrontarla

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Avete presenti quelle macchie che si vedono sul volto di chi lavora nei campi o di chi va per mare, esponendosi per ore al sole? A volte si può trattare anche di cheratosi attinica, una condizione che si presenta soprattutto negli anziani (ma non solo) e va riconosciuta per tempo perché in alcuni casi può diventare la sede di un tumore della pelle.

Insomma, oltre a proteggersi adeguatamente dai raggi solari, dobbiamo anche prestare attenzione ai segnali d’allarme che la pelle invia. Mentre la ricerca mette a disposizione nuove terapie, appare sempre più importante difendersi dai raggi del sole con la giusta protezione. Un’abitudine che deve iniziare fin da bambini, per scongiurare il rischio melanoma, il tumore più grave, e di queste forme di “sofferenza” cutanea che si sviluppano nel tempo.

Fate riferimento al dermatologo

Mentre arriva in Italia un nuovo trattamento topico in grado di agire sulle lesioni cutanee, neoplastiche e preneoplastiche, ciò che conta è soprattutto capire come riconoscere i segni della patologia. Per questo, oltre a proteggere la pelle, occorre farla osservare regolarmente da uno specialista dermatologo. Il motivo? La cheratosi attinica è una malattia pre-cancerosa che merita un’attenta considerazione e che non può essere sottovalutata. È la più frequente lesione precancerosa cutanea: può infatti evolvere in carcinoma spinocellulare. Costituisce inoltre un marcatore di rischio per lo sviluppo di altri tumori della pelle tra cui il basocellulare.

Si manifesta nelle zone fotoesposte come viso, dorso delle mani e cuoio capelluto dei soggetti calvi. Le lesioni sono spesso multiple e di colori diversi, gialle o brune o rosa, piane o lievemente in rilievo, ruvide perché ricoperte di squame dure, asciutte e molto aderenti. Per lo più piccole, spesso non danno sintomi.

Le zone più colpite del nostro corpo sono quelle maggiormente esposte al sole quali il viso, le orecchie, il cuoio capelluto e il dorso delle mani. Le lesioni si associano frequentemente a segni di danno solare come rughe profonde, macchie, capillari rotti. Per quanto riguarda i possibili momenti causali, come dice la parola stessa, la cheratosi attinica è secondaria all’esposizione cronica al sole.

L’uso di “lampade solari” può anche facilitarne la comparsa. Le lesioni sono più frequenti in soggetti con occhi azzurri, capelli biondi e una pelle chiara che al sole si ustiona facilmente. E non va dimenticato che sul “percorso” della malattia possono agire anche elementi correlati al benessere della persona. Condizioni di immunodepressione infatti ne aumentano l’incidenza e il rischio di trasformazione in carcinoma. I numeri dicono che la cheratosi attinica è una delle lesioni dermatologiche più diffuse e frequenti in Italia così come in molti altri Paesi occidentali. Si calcola che un terzo degli over 70 presenti almeno una lesione da cheratosi. Il 27% dei pazienti dermatologici ambulatoriali italiani è invece colpito dalla malattia.

Non sottovalutare il quadro

“Vi è spesso la tendenza a non considerarla come un grave problema di salute – fa sapere Giuseppe Argenziano, ordinario e direttore della clinica Dermatologica dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” di Napoli. In realtà è a tutti gli effetti un tumore nelle sue primissime fasi iniziali che però non sempre degenera in un carcinoma invasivo. Bisogna tuttavia contrastare lo sviluppo delle lesioni prima che la situazione possa peggiorare”.

“Da qui l’esigenza di avere trattamenti che agiscano in modo tempestivo. Molto importante è anche la prevenzione primaria della patologia che passa da un’esposizione corretta ai raggi solari soprattutto per alcune categorie di persone. Risultano più esposti al rischio d’insorgenza gli uomini e le donne con capelli biondi o gli occhi chiari nonché alcune particolari categorie di lavoratori o sportivi. Esistono infine altri fattori di rischio tra cui alcune patologie infiammatorie croniche o condizioni di immunodepressione che possono favorire lo sviluppo di cheratosi attiniche”.

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