Mani e piedi freddi cambiano colore. La sindrome di Raynaud di cui molti soffrono e che in pochi conoscono

Che cos’è la sindrome di Raynaud e come si manifesta? Ecco come riconoscerla

Ti capita spesso di avere le estremità di mani e piedi fredde, insensibili e che cambiano colore?

Non sono in tanti a conoscerla, eppure gran parte della popolazione, ovvero il 5-10%, soffre della sindrome di Raynaud. Si tratta di una patologia che interessa soprattutto le donne e i soggetti più giovani e può manifestarsi in una forma benigna (quella primitiva) e in una secondaria, che è invece sintomo della presenza di una malattia autoimmune sistemica.

Come si manifesta la sindrome di Raynaud? Le estremità del corpo, quindi dita delle mani e dei piedi, ma anche naso e orecchie, diventano fredde, ma perdono anche di sensibilità fino a cambiare colore. Queste condizioni si verificano in risposta a un abbassamento della temperatura e all’esposizione allo stress, per cui le arteriole che si trovano alle stremità si contraggono, dando origine al fenomeno del vasospasmo. Di conseguenza, si assiste a una riduzione del flusso sanguigno (ecco spiegato il pallore) che ristagna, causando una mancanza di ossigeno (ecco il perché del cambio di colore). Il soggetto affetto da questa patologia avverte subito una sensazione di freddo.

Nel caso di persone affette da sindrome di Raynaud nella sua forma primitiva – oltre l’80% dei casi – quello che viene avvertito, è per lo più una sensazione di fastidio dovuta alla comparsa dei sintomi descritti, ma non si verificano alterazioni cutanee. Nettamente diverso è il caso della forma più severa di questa sindrome, ovvero quella secondaria – che colpisce circa il 20% delle persone – e dove invece è presente una malattia autoimmune come la sclerosi sistemica che interessa il tessuto connettivo. In questo caso, le alterazioni a livello della cute si complicano, tanto che possono comparire:

  • secchezza localizzata;
  • ulcere;
  • lesioni cutanee.

La diagnosi della sindrome di Raynaud avviene tramite esami obiettivi e strumentali come analisi del sangue e esami vascolari ambulatoriali.

Il trattamento della forma primitiva della sindrome, prevede la riduzione o eliminazione dei fattori scatenanti tra cui:

  • l’assunzione di sostanze ad attività vasospastica come il caffè;
  • lo stress;
  • l’esposizione al freddo;
  • il fumo.

Nel caso della forma secondaria invece, è previsto il trattamento della patologia sottostante e sulla base delle indicazioni mediche, potrebbe essere necessario assumere vasodilatatori sistemici, analgesici o antibiotici.

 

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