Mangiare da sole mette a rischio il cuore

Sedersi a tavola da sole non aiuta la psiche e può far male anche al cuore: una ricerca spiega perché bisognerebbe evitare

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Quando l’età avanza, c’è il rischio di rinchiudersi in sé stesse. Ci si sente sole, non si ha voglia di incontrare gli altri, magari si è perduto il compagno. E questa solitudine diventa particolarmente forte al momento del pranzo e della cena. Magari si evita di prepararsi dei buoni piatti, visto che non si è nelle migliori condizioni d’animo, e quindi ci si accontenta di quello che si trova in cucina. Questo atteggiamento va combattuto e non solo per la psiche, ma anche per la salute fisica. Il motivo? Può mettere a rischio anche il cuore. A dirlo è una ricerca apparsa sulla rivista scientifica Menopause.

Conta quanto si mangia e come si mangia

Ovviamente, le regole della dieta mediterranea sono sempre quelle che più valgono per il benessere cardiovascolare. Mangiare con regolarità frutta e verdura fresca, preferire il pesce e i legumi come fonti proteiche, consumare alimenti integrali e ricchi di fibre, condire con le giuste quantità di olio extravergine d’oliva, non dimenticare un pizzico di frutta a guscio (il tutto unito ad una regolare attività fisica e al controllo del peso), favorisce il benessere per le arterie. Ma lo studio americano va oltre.

Analizzando i dati relativi a centinaia di donne di età superiore a 65 anni gli esperti hanno visto che, complice anche la pandemia da Covid-19 con conseguente impatto sulle abitudini a rimanere da sole, per le donne proprio trovarsi in solitudine davanti ai piatti può rappresentare un fattore di rischio in più. E non solo per l’impatto sulla psiche.

Se ci si trova soli, infatti, è più probabile lasciarsi andare con scelte quantitativamente poco accettabili – spesso si tende a mangiare di più – ed anche sotto l’aspetto della qualità degli alimenti si rischia di sbandare rispetto ai tracciati delle sane abitudini alimentari. Si sa da tempo, ad esempio, che chi si trova a tavola da solo ad esempio mangia più velocemente e spesso è più vorace, scegliendo magari cibi non proprio salutari. Ed è noto che stare sempre soli a tavola favorisce la comparsa di tratti depressivi, che certo non aiutano il benessere cardiovascolare.

La ricerca, però, aggiunge un ulteriore tassello a queste conoscenze, confrontando i comportamenti di salute e lo stato nutrizionale tra le donne che mangiano da sole e quelle che mangiano con gli altri in rapporto al cuore. Il quadro che ne esce non è certo tranquillizzante. Le donne anziane che si nutrono in solitudine tendono ad avere nella loro alimentazione un minor quantitativo calorico e tassi inferiori di carboidrati, fibre alimentari, sodio e potassio rispetto a quelle che mangiavano insieme ad altri. Inoltre, le donne anziane che mangiano da sole avevano una probabilità 2,58 volte maggiore di soffrire di angina pectoris. Insomma: la solitudine a tavola mette a rischio il cuore.

Attenzione alla psiche

Non è la prima volta che si correla il vivere da soli con la salute del cuore. basti pensare in questo senso ad uno studio condotto nei Paesi nordici qualche tempo fa. Nella popolazione questa condizione si associava ad un rischio aumentato di tre volte di andare incontro ad ansia e depressione, sempre in confronto a chi non aveva problemi di solitudine. Inoltre, in termini generali, la solitudine è risultata associata ad una minor salute. consiglio finale: frequentate gli altri, mantenetevi attivi, invitate a pranzo e cena e fatevi invitare. Il cuore (e non solo) vi ringrazierà.

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