Malattia di Parkinson, come comportarsi in tempo di Covid-19

Il rischio di contrarre il Covid-19 nelle persone affette dal morbo di Parkinson non differisce dalla popolazione generale. Quali sono le conseguenze

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

James Parkinson nel 1817 nel suo libro intitolato Essay on the  Shaking Palsy descrive un quadro che poi sarà destinato a prendere il suo nome. È quella che viene definita “la malattia dei grandi uomini” e non bisogna pensare che colpisca solamente le persone anziane.

Il sintomo principale del Parkinson è la lentezza dei movimenti (circa il 30% dei pazienti non ha tremore) e il dolore può essere il primo segnale della malattia.

In occasione della Giornata Mondiale dedicata alla patologia, in programma il 27 novembre, gli esperti della società Italiana di Neurologia spiegano come comportarsi in epoca di Covid-19. La Giornata Nazionale Parkinson è organizzata dall’Accademia LIMPE-DISMOV (l’Associazione scientifica di riferimento in Italia per la Malattia di Parkinson) aderente alla Società Italiana di Neurologia, insieme alla Fondazione LIMPE per il Parkinson Onlus.

L’impatto della malattia su chi soffre e sui familiari

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