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L’amore di chi sta vicino a chi soffre di tumore, una sfida da raccontare

Si è chiusa la quarta edizione del concorso Premio #afiancodelcoraggio promosso da Roche S.p.A., finalizzato a raccogliere racconti scritti da persone di sesso maschile che vivono a fianco di una malata oncologica. Il vincitore sarà selezionato da una prestigiosa giuria tecnica nel 2021

C’è chi racconta una sorta di veglia a fianco della mamma, ora malata, come quando era piccolo. C’è chi invece paragona il percorso di una vita insieme ad una tavolozza policroma con i colori che si inaridiscono. Ci sono tante esperienze, tutte diverse, perché ognuna di noi ha un suo modo di essere vicino a chi soffre. La figura del caregiver, di chi “si prende cura” del genitore, del fratello, del figlio è dell’amica, è una delle chiavi di volta per chi sfida la malattia. Tradurre in parole sensazioni, paure, singhiozzi, gioie diventa quindi un modo per “diffondere” agli altri le proprie sensazioni, attraverso il racconto. E proprio sulla narrazione intima, personale di chi “si prende cura” dell’altro si basa  il concorso letterario #afiancodelcoraggio, nato per raccogliere storie di vita realmente accadute raccontate da uomini (fratelli, figli, mariti, padri, etc.) che abbiano vissuto accanto ad una persona con una malattia oncologica.

L’importanza dell’empatia in tempo di Covid-19

Il concorso, partito quattro anni fa raccontando bisogni e percezioni di chi sta vicino ad una donna con tumore, si è poi concentrato sulla sclerosi multipla e sull’emofilia, per tornare quest’anno a parlare di malattie oncologiche, La scelta non è casuale, visto che l’epidemia da COVID-19 con il necessario distanziamento e le difficoltà di accesso ai servizi ospedalieri può aver reso ancora più “pesante” la solitudine di chi affronta un tumore ed al contempo ancor più significativo il supporto di una parola, di una mano che si stringe, di un sorriso strappato che può offrire, ora dopo ora, il caregiver. Così, oltre ai dati crudi degli esperti dell’AIOM (Associazione Italiana di oncologia Medica) che parlano di una riduzione di alcune prestazioni, prime tra tutti gli screening per tumore, prestare attenzione alla condizione emotiva del malato e di chi lo assiste diventa fondamentale. “Accendere i riflettori” attraverso il racconto su questo binomio indissolubile di amore ed empatia, quando si sommano la situazione emotiva dei malati oncologici e dei loro caregiver che insieme all’ansia per il rischio di pandemia stanno affrontando un tumore e devono gestire emotivamente sia la malattia, sia il sentimento collettivo, è l’obiettivo di #afiancodelcoraggio. L’iniziativa vuole dare sostegno e valore a questo coraggio, un’impresa quotidiana di chi cerca la forza in un sorriso, in un dipinto, in uno sguardo. Ed è pensata  a sostegno delle donne, ma i cui protagonisti sono uomini. “Il Premio #afiancodelcoraggio è nato quattro anni fa con una prima edizione dedicata alle storie di uomini, papà, compagni, mariti, amici, figli, che sono stati a fianco del coraggio delle loro donne con malattia oncologica. Oggi ci troviamo ad accendere nuovamente i riflettori sull’oncologia, in uno scenario che, se possibile, è ancora più drammatico.” commenta Maurizio de Cicco, Presidente e Amministratore Delegato di Roche “Nelle scorse settimane il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ci ha ricordato che alcune malattie non vanno in lockdown, il cancro prima di tutto. Con #afiancodelcoraggio vogliamo dare voce a tutti coloro che accompagnano il dolore, la speranza, la preoccupazione o l’isolamento dei malati che in questi mesi si sono fatti sentire con ancora maggiore forza. Parliamo della grande comunità dei cosiddetti caregiver, quasi sempre familiari, a volte amici o conoscenti, che svolgono un ruolo chiave nel percorso di cura del malato oncologico e che ci ricordano che la malattia non è solo di chi ce l’ha, ma di tutta la comunità, fornendo una rete di assistenza insostituibile per chi in questi mesi oltre alla paura della malattia somma quella del contagio, della difficoltà negli spostamenti, dell’allungamento dei tempi di attesa per una visita, per una terapia o anche solo per uno screening.”

Dalle storie al grande schermo

La penna per raccontare, l’immagine per descrivere, il cinema per fare diventare realtà tangibile le sensazioni come amore, sofferenza, ansia, paura, vicinanza, impegno. Il racconto di un vissuto doloroso, la condivisione di un “pezzo di vita” trascorso accanto ad una donna con una malattia oncologica, grazie all’impegno di #afiancodelcoraggio, è destinato a diventare patrimonio di tutti, per promuovere un cambio culturale nell’approccio ai tumori femminili e sensibilizzare la società su queste patologie. Perché la malattia non deve essere un problema solo della donna che ne soffre, ma anche della collettività, che può sostenerla ed aiutarla. Così, il racconto vincitore di questa edizione, che verrà selezionato dalla giuria tecnica nel 2021, prenderà vita in uno spot che sarà proiettato nelle sale cinematografiche e nei canali messi a disposizione dai partner dell’iniziativa. La Giuria tecnica è composta dal Presidente Gianni Letta e da nove esponenti dell’associazionismo, del cinema, del giornalismo e del mondo istituzionale: Marco Belardi, CEO Lotus Production; Giordano Beretta, Presidente AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica); Angela Coarelli, caporedattore ANSA; Marco Costa, Direttore Reti Tematiche Mediaset; Elisabetta Iannelli, Segretario Generale di FAVO (Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia); Sabrina Nardi, AIL (Associazione Italiana contro leucemie-linfomi); Giovanni Parapini, Rai; Carlo Rossella, Presidente Medusa Film; Enrico Vanzina.

Con il contributo di Roche S.p.A.

 

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