La salute del neonato inizia prima della gravidanza

6+9+6: la regola matematica che protegge la salute del neonato. E prima del concepimento è fondamentale l'alimentazione sana

Federico Mereta Giornalista Scientifico

6+9+6. Non è una semplice addizione, ma piuttosto una sorta di regola matematica per far sì che il neonato cominci bene il suo percorso nel mondo, un percorso che inizia addirittura prima del concepimento (il primo 6). Poi ci sono i 9 mesi della gravidanza, e infine i primi sei mesi di vita, quando l’allattamento materno diventa la “strategia” terapeutica ottimale per lo sviluppo del piccolo. A definire questo percorso, nell’ambito del Congresso della società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), è stato Vassilios Fanos, ordinario di Pediatria presso l’Università di Cagliari.

I primi mille giorni, e non solo

È fondamentale fare le scelte giuste nei primi mille giorni. Secondo l’esperto “fare le scelte giuste, fare prevenzione nei primi mille giorni, significa dare al bambino un bonus che durerà tutta la vita”. Il problema da controllare si chiama “epigenotossicità” ovvero l’insieme di tossicità e di genetica.

La genetica è il patrimonio che abbiamo ricevuto dai nostri genitori e dalle generazioni precedenti. Ma c’ qualcosa che conta molto, in termini ambientali: per questo è importante intervenire sui fattori epigenetici ambientali, ad esempio mangiando meno e meglio, facendo attività fisica, riducendo lo stress, tenendoci lontani quanto più possibile dall’inquinamento, evitare il fumo e l’alcol.

L’attenzione ai primi mille giorni dal concepimento è legata anche “all’organo più importante che abbiamo cioè il cervello. Questo organo pesa, alla nascita di un bambino a termine, circa 300 grammi e cresce di 1 grammo al giorno nei mesi successivi, per arrivare al suo peso quasi definitivo di circa 1,3 chili al termine dei mille giorni. Abbiamo poi altri due cervelli l’intestino con il suo microbiota e il sistema immunitario. Questi tre sistemi maturano tutti nello stesso periodo, influenzandosi a vicenda. E proprio da come si strutturano questi tre cervelli e le loro relazioni deriva la qualità della salute del bambino, anche nella sua vita adulta. Tutto quello può influire su questo sviluppo  ha effetti a lungo termine”.

Come fare prevenzione, già prima del concepimento

La prevenzione, intesa anche come scelte di vita sane, diventa dunque sempre più precoce. “Nel corso del tempo- spiega il ricercatore- il termine precoce ha spostato il proprio paletto sempre prima rispetto alle età della vita e oggi si parla di “programmazione fetale”, di “programmazione perinatale” e di “sviluppo della salute nel corso dello sviluppo”.

Oggi si parla addirittura della formula ‘6+9+6’: partendo dai 6 mesi prima del concepimento, proseguendo con i 9 mesi della gravidanza e poi con i primi 6 mesi dopo la nascita. Questi ultimi sei mesi corrispondono più o meno a quelli dell’allattamento materno”.

Durante il periodo precedente la gravidanza ci sono diversi fattori a cui prestare attenzione. Tra quelli ambientali, il più importante è la nutrizione. Un’attenzione che va rivolta non solo all’alimentazione della futura mamma, ma anche del padre.

“Cattive abitudini alimentari, consumo di alcol, fumo da parte del padre- ribadisce il docente dell’Università di Cagliari – possono avere un’influenza sulla salute del bambino che nascerà, accendendo o spegnendo alcuni geni. Stare attenti in questo periodo può essere molto utile, ovviamente se la gravidanza è programmata”.

Quale dieta seguire, allora? “La nostra dieta mediterranea – precisa l’esperto- è un patrimonio straordinario, un giusto mix di alimenti che può contribuire a garantire il giusto mix di nutrienti”.

Un altro importantissimo fattore di prevenzione, una volta nato il bambino, è costituito dall’allattamento materno. “Gli antichi egizi – illustra citando un aneddoto il ricercatore- consideravano il latte materno un liquido magico in grado di curare le malattie. Oggi, questa convinzione è realtà grazie alle cellule staminali contenute nel latte materno. Quest’ultimo  è un potente bioreattore ed è ciò di cui ha bisogno l’intestino del neonato. Diversi hanno studi hanno evidenziato come l’intestino del bambino aumenti il proprio volume fino al 40% a contatto col colostro materno. Si è anche scoperto per quanto riguarda la potenza del latte materno, che contiene delle cellule staminali multipotenti (particolarmente concentrate nel colostro) che vengono catturate dalle cellule dell’intestino del neonato e da lì trasportate in diversi organi, arrivando a colonizzare il cervello e trasformandosi in tessuto nervoso. È dunque molto importante favorire quanto più possibile l’allattamento al seno”.

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