La bufala che inseguiva il virus

Mascherine asfissianti e tamponi assassini, test infettanti e aglio per vaccino. La fantasia delle bufale è grande. Sono notizie false, ma qualcuno ci crede.

“Il virus è sensibile all’alcol, quindi se bevo alcolici non mi ammalo di Covid-19.”

Sembra una battuta, ma questa simpatica affermazione è girata in Rete e qualcuno ci ha creduto. Peccato che non sia vero, altrimenti sarebbero pieni i bar e vuoti gli ospedali.

Le bufale – o fake news – sono sempre esistite, ma oggi si moltiplicano esponenzialmente, come i virus. E proprio il coronavirus negli ultimi mesi ha generato un mare di notizie false.

Molte sono legate ai test, che in questo momento sono una delle armi migliori per isolare i focolai e chiudere le strade al virus.

Le notizie false sui test Covid-19

Si è diffusa rapidamente la falsa notizia secondo la quale il tampone danneggerebbe la barriera ematoencefalica del cervello, portando a infezioni cerebrali e danni permanenti. Ma per raggiungere questa barriera che protegge il cervello, il tampone inserito nel naso dovrebbe riuscire ad attraversare più strati di tessuto e perforare ossa e vasi sanguigni. Fra le teorie del complotto c’è quella secondo cui il tampone sia un modo per inoculare un virus che nel tempo farà venire il cancro. L’obiettivo dei “poteri mondiali” è ottenere una “depopolazione” ossia la riduzione delle persone presenti su un pianeta che non ce la fa più. Questa la ragione per cui i primi a morire sono gli anziani.

Molto diffusa anche la leggenda metropolitana che gira come domanda sui social network: “È capitato anche a voi di ricevere la lettera con esito positivo del test Covid anche se non avete fatto il tampone?” “No, ma mio cugino mi ha detto che a una sua amica è successo.” E così la catena di Sant’Antonio viaggia più veloce delle notizie ANSA e, screditando la serietà di chi fa i test, diminuisce la fiducia nella scienza e nelle strutture sanitarie, e aumenta la paura.

Ci sarebbe da chiedersi a chi giova, ma spesso le bufale vivono di vita propria, come quella di 25 anni fa che raccontava di chi, dopo una notte d’amore, trovava scritto con il rossetto sullo specchio “Benvenuto nel mondo dell’AIDS”.

Autodiagnosi fantasiose

Riguardo agli esami, che come sappiamo non finiscono mai, ci sono test Covid molto fantasiosi. Pare che alcuni ricercatori di Taiwan suggeriscano di fare un respiro profondo e trattenere l’aria per più di 10 secondi. Se ce la fai senza tossire, senza disagio e senso di oppressione, vuol dire che non vi è fibrosi nei polmoni e quindi non c’è infezione. Magari fosse così facile, potremmo testarci ovunque, ma soprattutto al mare o in piscina. Ci sono altri suggerimenti del genere, ma oggi l’autodiagnosi non si può fare.

Sono stati annunciati auto test simili a quello di gravidanza e sembra che potrebbero arrivare presto. Al momento esiste un kit portatile – approvato dalla Food and Drug Administration, l’agenzia del farmaco americana – che contiene il tampone, i reagenti e una card che in 15 minuti indica se sei positivo. Rimane il fatto che farsi il tampone da soli non è una buona idea. Però questi kit, che sono anche economici, potranno essere gestiti facilmente negli studi medici e in aziende, scuole, palestre e altri luoghi di incontro con l’ausilio di operatori sanitari specializzati che garantiscano la corretta esecuzione del prelievo.

La pagina sulle bufale del Ministero della Salute

Le notizie false sul Covid-19 sono così diffuse e così pericolose, che il Ministero della Salute ha pubblicato sul suo sito una pagina dedicata alle bufale.

Le fake news smontate al momento sono 76. Ne citiamo alcune.

L’uso delle mascherine provoca intossicazione da anidride carbonica e/o carenza di ossigeno.

Non esistono evidenze che dimostrino che l’uso prolungato di mascherine possa provocare intossicazione da CO2 o carenza di ossigeno.

Sull’utilizzo della mascherina nei bambini la Società italiana di pediatria ha precisato inoltre che “la quantità della propria anidride carbonica respirata da un bambino sano che indossa la mascherina chirurgica è pressoché impercettibile “e non provoca carenza di ossigeno.

Mangiare aglio può aiutare a prevenire l’infezione da nuovo coronavirus.

L’aglio ha proprietà antimicrobiche ma non ci sono evidenze di azione preventiva nei confronti del nuovo coronavirus. Però (n.d.r.) l’aglio aiuta a mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro.

Bere metanolo o etanolo protegge dall’infezione.

Metanolo ed etanolo sono velenosi e possono provocare gravi danni all’organismo. Sono utilizzati in alcuni prodotti per la pulizia per eliminare il virus dalle superfici, ma non vanno ingeriti.

Il nuovo coronavirus può essere trasmesso attraverso le punture di zanzara.

Le zanzare non sono in grado di trasmettere il virus perché al loro interno il Sars-Cov-2 “non è in grado di replicarsi” e quindi la zanzara non può inocularlo. Neppure le mosche e le zecche sono veicoli del virus.

Ci si può infettare con il nuovo coronavirus bevendo l’acqua del rubinetto.

L’acqua del rubinetto è sicura. Le pratiche di depurazione sono efficaci nell’abbattimento dei virus.

Il Covid-19 si diffonde attraverso il respiro e le goccioline di saliva, quindi non occorre disinfettare oggetti e superfici

I droplets (secrezioni emesse con il respiro) possono depositarsi su oggetti o superfici. Se li tocchiamo e poi ci tocchiamo bocca, naso o occhi, possiamo infettarci per via indiretta. Per questo è importante, oltre a lavarsi spesso le mani, pulire e disinfettare le superfici più esposte, in particolare quelle toccate da più persone come maniglie e corrimani.

Insomma, oggi dobbiamo difenderci dal coronavirus, ma anche dalle bufale che lo riguardano. Per le bufale però non c’è mascherina che tenga e non ci sarà mai un vaccino migliore che la buona informazione e il buon senso di ciascuno.

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Con il contributo non condizionante di Abbott.

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