Jet lag: sintomi, conseguenze e rimedi ai disturbi. I consigli dell’esperta

Come superare i disagi del jet lag: dal volo all'alimentazione. I consigli della dottoressa Cinzia Armelisasso, neurologa di MioDottore

Programmare un viaggio in Paesi lontani comporta affrontare anche il temuto jet lag e i cambiamenti repentini a cui corpo e mente sono sottoposti quando, spostandosi in aereo, si attraversano numerosi fusi orari in breve tempo e molto rapidamente.

Non bisogna lasciarsi spaventare da questo o frenare il proprio desiderio di partire ed esplorare il mondo, ma semplicemente usare alcune accortezze pratiche, anche pre partenza, che possono aiutare ad affrontare il viaggio con maggiore serenità. A tal proposito, ci risponde la dottoressa Cinzia Armelisasso, neurologa di MioDottore – piattaforma leader in Italia e nel mondo specializzata nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo DocPlanner.

Qual è la durata media dei disturbi da jet lag e quali sono i suoi sintomi?
Il jet lag è un disturbo del sonno che compare nel momento in cui si attraversano diversi fusi orari in tempi rapidi, dunque principalmente durante i viaggi in aereo. Si caratterizza da insonnia (addormentamento difficoltoso se si vola verso est e frequenti risvegli se ci si dirige verso ovest), sonnolenza diurna, cefalea, difficoltà di concentrazione, nausea e astenia generale. La durata e l’intensità di questi sintomi dipendono dal numero di fusi orari attraversati e da alcune caratteristiche individuali, come l’età, il cronotipo o la durata generale del sonno. Si può stimare, con un buon margine di precisione, che chi viaggia da ovest a est abbia bisogno di 2/3 (in giorni) del numero di fusi attraversati per riadattarsi completamente, mentre chi si muove da est a ovest avrà bisogno della metà del numero dei fusi attraversati (sempre in giorni).

L’alimentazione può influire su questi disturbi (riducendoli/allungandone la durata)?
Non esistono norme particolari e regole specifiche in merito per quanto riguarda l’alimentazione, è però importante, durante il volo, prestare attenzione a una buona e costante idratazione. Al contempo, è fondamentale evitare l’assunzione di alcolici e prodotti a base di caffeina, oltre a cibi che possono rendere difficoltosa la digestione.

Quali sono le conseguenze del jet lag sulla nostra mente? E sul corpo?
Il jet lag è un disturbo temporaneo legato all’alterazione dei normali ritmi circadiani. Principalmente si manifesta con insonnia, astenia generalizzata, disturbo di concentrazione, irritabilità, cefalea, secchezza delle fauci, dolori muscolari e problematiche di tipo gastrointestinale (stitichezza, diarrea, nausea).

Quali consigli darebbe per combattere il jet lag durante il volo? Quali accorgimenti per prevenire il disturbo? E come comportarsi una volta a casa?
Per ridurre gli effetti dei numerosi fusi attraversati esistono semplici misure preventive da adottare prima della partenza, in volo e una volta giunti a destinazione. Chi viaggia verso est dovrebbe anticipare l’ora di coricarsi già da alcune sere prima, esporsi alla luce del mattino ed evitare la luce a cominciare dal tramonto. Se si vola verso ovest, al contrario, bisogna cercare di coricarsi un’ora più tardi ogni sera prima del viaggio, esporsi alla luce la sera e proteggersi la mattina.

Ci sono categorie di persone particolarmente soggette (o più soggette di altri) al jet lag (bambini, anziani, ecc)?
Le categorie che maggiormente rischiano di subire i disturbi legati al jet lag sono tendenzialmente quei gruppi di persone che anche nella vita normale hanno un accentuato e preesistente disturbo legato all’alternanza sonno-veglia: sono quindi i soggetti anziani (che solitamente riducono le ore di sonno) e chi è tendenzialmente sotto stress. Queste persone faranno più fatica ad adattare l’orologio biologico ai nuovi orari. I bambini invece, contrariamente a quanto si possa pensare, sopportano meglio il cambio del fuso orario.

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