Ipoglicemia, cosa fare quando si “spegne la luce”

L'ipoglicemia è identificata con valori di zucchero uguali o inferiori a 70 milligrammi per decilitro: sintomi e come intervenire

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Controllare il diabete, sia esso di tipo 1 o 2, è fondamentale. Significa mantenere il benessere e limitare il rischio che compaiano complicanze, ad esempio a carico di cuore, reni, occhi, sistema nervoso. Ma bisogna seguire con attenzione le istruzioni del medico, anche per evitare che si manifesti un altro potenziale pericolo che si chiama ipoglicemia.

Chi ha provato questo calo improvviso del glucosio nel sangue, lo descrive come un’improvvisa perdita di controllo fisico e mentale, una condizione destabilizzante che disorienta, confonde, induce uno stato di panico. Per questo è importante conoscere questo potenziale “nemico” ed affrontarlo nel modo migliore.

Quando nasce la “crisi”

Il diabete è una malattia che non permette cali di attenzione e se ti distrai puoi aprire la strada a complicanze come le crisi ipoglicemiche – spiega Stefano Nervo, Presidente Diabete Italia onlus – Se non si prendono contromisure contro l’ipoglicemia, nel breve-lungo periodo si possono manifestare delle complicanze cliniche che vanno a peggiorare lo stato di salute e a la qualità di vita. Oggi però ci sono risorse che permettono di affrontarla al meglio e allentare questo senso di continua vigilanza: grazie a cure adeguate, sistemi di infusione, sensori allarmati si possono gestire bene la malattia e le ipoglicemie, con una vita simile a quella delle persone non diabetiche”.

La condizione di ipoglicemia viene identificata con valori di zucchero uguali o inferiori a 70 milligrammi per decilitro. A seconda dei livelli di glucosio nel sangue e della gravità dei sintomi, vengono distinti tre tipi: lieve, moderata e severa.

Ai pazienti è raccomandato di avere sempre a portata di mano dello zucchero da assumere secondo la “regola del 15”, 15 g/mL di zucchero o miele, con misurazione ogni 15 minuti.

“La sintomatologia dell’ipoglicemia dipende dalla velocità con cui si abbassa la glicemia, più rapida è più i sintomi sono avvertiti, mentre con una riduzione costante della glicemia la sintomatologia non si manifesta fino a valori intorno a 60-58 mg/dL – ricorda Ernesto Rossi, Consigliere Nazionale AMD, Direttore Tecnico Centro Antidiabetico di Cerreto Sannita (Benevento) – I sintomi più comuni sono tremori, formicolii alla lingua, sensazione di forte stanchezza e di mancamento fino a perdita della coscienza. I fattori  che più frequentemente possono dare il via ad una crisi ipoglicemica sono costituiti da un mancato equilibrio tra  il dosaggio della terapia insulinica e l’alimentazione, digiuno prolungato, attività fisica se non compensata da un adeguato dosaggio dell’insulina”.

Quando la glicemia scende a un livello pericolosamente basso, si possono manifestare sintomi importanti, fino alla perdita di coscienza e alle convulsioni, che rendono necessaria l’assistenza di un’altra persona.

“Bisogna adottare tutte le strategie per prevenire l’ipoglicemia, ma una volta che avviene si deve intervenire tempestivamente: quando il valore della glicemia scende al di sotto di 70 mg/dL, è sufficiente ingerire zuccheri semplici; se il valore scende ancora è necessario agire con un trattamento farmacologico basato sul glucagone, l’ormone antagonista dell’insulina – segnala Salvatore Piro, Segretario Nazionale SID, Professore Associato di Medicina Interna, Università degli Studi di Catania, Responsabile Day Hospital Medicina Interna e Diabetologia, Ospedale Garibaldi-Nesima, Catania.

“Fino a pochi mesi fa l’unica modalità di somministrazione del glucagone era quella per iniezione intramuscolare o per via sottocutanea, poco accettata dal paziente e dal caregiver perché prevede una serie di passaggi preparatori. Dallo scorso giugno è disponibile una nuova formulazione di glucagone, in spray nasale, una vera rivoluzione, perché può essere somministrato per via inalatoria e dopo alcuni minuti entra in circolo e riporta i valori glicemici a target”.

Una campagna d’informazione

Aiutare pazienti e chi li assiste a non “farsi sorprendere” dall’ipoglicemia attraverso l’informazione è l’obiettivo di “Ipoglicemia – Non farti sorprendere”, campagna d’informazione e sensibilizzazione promossa da Diabete Italia Onlus e Portale Diabete con il patrocinio di AMD – Associazione Medici Diabetologi, SID – Società Italiana di Diabetologia e SIEDP – Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica e con il supporto di Lilly.

Sono tre le azioni che la campagna intende promuovere: riconoscere per tempo i segnali dell’ipoglicemia, intervenire con la somministrazione di zucchero – anche sotto forma di zollette, miele o succo di frutta – nelle forme lievi, mentre per le forme severe deve essere disponibile il glucagone, un ormone che è in grado far risalire la glicemia e che può essere somministrato per via sottocutanea o intramuscolare e adesso, nella nuova formulazione spray, anche per via inalatoria.

La campagna invita tutti i cittadini a rispondere a una challenge virale diffusa attraverso i profili Facebook e Instagram: la #LightDownChallenge, una sfida basata sull’idea di “spegnere qualcosa”, in modo inaspettato, per riprodurre l’esperienza dell’ipoglicemia, simile a un’improvvisa interruzione dei collegamenti.

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