Ipertensione, perché chi è sovrappeso rischia di più

Una ricerca dimostra il legame pericoloso tra pressione alta e chili di troppo. Ecco quali sono le conseguenze e come evitarle

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Se potete, cercate di controllare il peso. Perché altrimenti metterete più in pericolo il vostro cuore, peggiorando il vostro profilo di rischio, considerando anche che in chi è obeso l’ipertensione è praticamente una costante.

Così, per mantenere i valori ai livelli consigliati (l’ideale sarebbe mantenersi a 120-130 millimetri di mercurio per la massima e sistolica e a 80-85 per la minima o diastolica), anche controllare il peso è importante. Ma come mai? Una ricerca americana svela il “rapporto pericoloso” tra pressione alta e chili in eccesso.

Il ruolo del calcio

Stando ad uno studio condotto su animali da laboratorio e tessuti umani dagli scienziati dell’Università della Virginia di Charlottesville pubblicato su Circulation, la chiave della correlazione sarebbe da ricercare nell’azione del calcio sull’endotelio, ovvero sulla parte più interna della parete delle arterie, quella che è a contatto con il sangue.

Secondo quanto emerge dalla ricerca, tutto sarebbe infatti legato ad un problema di “comunicazione” ovviamente completamente impercettibile ed invisibile, tra gli ioni calcio e le cellule di questa struttura: questi messaggi normalmente sono legati ai segnali che il calcio invia, “parlando” con le cellule e quindi favorendo la vasodilatazione, ovvero l’allargamento del calibro delle arterie e quindi anche la regolazione della pressione.

Nelle persone obese questo meccanismo non funziona normalmente e quindi, si può più facilmente instaurare uno stato di ipertensione. Lo studio, in particolare, è andato a cercare le cause di questo meccanismo ed ha scoperto che esiste una specie di “usciere” per il calcio, che si trova sulla parete delle cellule dell’endotelio.

È una proteina e si chiama TRPV4: ha il ruolo di consentire l’entrata degli ioni calcio nelle cellule e quindi consentire il controllo della pressione. Purtroppo in chi ha molti chili di troppo, secondo la ricerca, questa proteina non svolge correttamente il suo dovere e quindi questo meccanismo potrebbe interferire con i normali sistema di controllo della pressione, favorendo anche l’insorgenza di ipertensione.

La speranza è che, nel futuro, grazie alla scoperta di questo meccanismo si possano mettere a punto terapie mirate in grado di consentire un approccio specifico per il problema.

Perché l’ipertensione è pericolosa

La pressione alta è stata chiamata anche “killer” silenzioso perché quasi sempre non dà alcun segno della sua presenza, ma agisce sotto traccia provocando diversi problemi alla circolazione.

In particolare quando c’è un’ipertensione non riconosciuta e quindi non trattata con cambiamenti dello stile di vita ed eventualmente, se il medico lo ritiene, con farmaco, si creano nel tempo una serie di situazioni pericolose per l’organismo.

In primo luogo l’aumento della pressione arteriosa porta ad un progressivo indurimento delle pareti arteriose, con i vasi che diventano più rigidi e quindi meno sensibili alle necessità dell’organismo. Col tempo anche la membrana più interna dell’arteria, appunto l’ endotelio, tende ad alterarsi favorendo l’insorgenza di lesioni aterosclerotiche.

Queste sono ovviamente più temibili se sono presenti anche aumenti dei valori di colesterolo LDL (quello cattivo) ed altri fattori di rischio cardiovascolare come il fumo di sigaretta.

Ma torniamo alle arterie di chi ha la pressione alta. Progressivamente i vasi sanguigni tendono a farsi sempre più stretti e rigidi, rendendo più difficoltoso l’apporto di sangue ed ossigeno al cuore ed al cervello. Nello stesso tempo il cuore comincia a “sfiancarsi” nel tentativo di compensare la situazione e quindi si apre la strada allo scompenso cardiaco.

Infine, l’ipertensione può rendere maggiormente probabile il rischio di sviluppare un ictus o un infarto del miocardio. Per tutti questi motivi, in attesa che la scienza approfondisca ancora di più i meccanismi che portano chi ha la classica “pancetta” ad essere più facilmente iperteso, ricordiamoci sempre di fare regolare attività fisica, controllare l’alimentazione seguendo i dettami della dieta mediterranea, non fumare e verificare regolarmente quei semplici valori che possono aiutarci a definire il rischio per cuore, reni e cervello. Come? Almeno una volta l’anno, fin da giovani, misuriamo la pressione dal medico. La nostra salute ci ringrazierà.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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