Ipertensione, ecco come danneggia il cervello

Chi soffre di pressione alta in età adulta è più a rischio di sviluppare problemi cognitivi. Come intervenire

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Controllate la pressione arteriosa. Non è solamente un appello per salvare cuore e arterie, ma anche per proteggere il cervello e non solo dall’ictus. Avere la pressione alta, infatti, significa aumentare i rischi che nel tempo si produca un decadimento delle prestazioni cognitive, con evidenti ripercussioni sulla vita delle persone, anche e soprattutto se all’ipertensione si uniscono altri fattori di rischio cardiovascolare.

Cosa succede al cervello se la pressione è alta

Per capire cosa accade può essere utile rivedere quanto emerge da una ricerca condotta in Inghilterra, lo studio Insight. L’indagine ha dimostrato che quanto più è alta la pressione in età adulta, intorno ai 30-40 anni, tanto maggiore è la possibilità che più avanti si sviluppino dei problemi a carico del cervello, sotto forma di riduzione delle sue dimensioni e soprattutto della sostanza bianca. Il tutto, vale la pena di ricordarlo, senza che possano manifestarsi segni particolari di problemi della circolazione.

In pratica ci sarebbe una sorta di invecchiamento precoce di questo particolare tessuto cerebrale, che è molto importante anche se siamo sempre abituati a considerare le nostre capacità di pensiero in termini di “materia grigia”. Per fare un esempio, le persone con un calo dell’udito presentino una riduzione nello spessore dei fasci di sostanza bianca nella zona uditiva, cioè di quei fasci nervosi che presiedono al collegamento e all’interazione delle cellule nervose tra loro.

L’ipertensione arteriosa, in ogni caso, rappresenta il più importante fattore di rischio modificabile per ictus che, a sua volta, oltre ad esacerbare eventuali quadri di decadimento cognitivo, espone il paziente ad un aumentato rischio di demenza.

Come se non bastasse chi è iperteso si trova a maggior rischio di sviluppare problemi cognitivi, specie se le lesioni, magari del tutto impercettibili, sono diffuse. Infine secondo alcuni studi  è possibile che alterazioni dell’apporto di sangue al cervello che dipendono da valori pressori elevati nel tempo possano, a prescindere dall’effettivo danno a carico dei vasi sanguigni, favorire la comparsa di infiammazioni e di alterazioni del metabolismo delle cellule nervose, con evidenti possibili ripercussioni sulla loro capacità funzionale.

Insomma: bisogna prestare attenzione alla pressione arteriosa, anche per preservare il cervello, anche perché esistono studi clinici che dimostrano come un efficace controllo pressorio possa influire positivamente sull’insorgenza di problemi.

Cosa succede se la pressione è alta

Non si parla per caso di “killer silenzioso”, quando si prende in esame il problema dell’ipertensione. Si tratta infatti di un problema che spesso non dà alcun segno della sua presenza, ma in qualche modo provoca una serie di alterazioni che possono mettere a repentaglio la salute.

In primo luogo l’aumento della pressione arteriosa porta ad un progressivo indurimento delle pareti arteriose, con i vasi che diventano più rigidi e quindi meno sensibili alle necessità dell’organismo. Ovviamente questo meccanismo non si limita solamente alla fascia più “esterna” della parete delle arterie: col tempo anche la membrana più interna dell’arteria, chiamata endotelio, tende ad alterarsi favorendo l’insorgenza di lesioni aterosclerotiche, specie se ci sono anche ipercolesterolemia e altri fattori di rischio.

Il risultato di questi fenomeni è un progressivo restringimento dei vasi sanguigni, che si fanno anche più rigidi, e questo provoca maggiori difficoltà al passaggio di sangue ed ossigeno al cuore ed al cervello. Proprio il cuore, peraltro, si trova esposto ad uno sforzo maggiore per “spingere” il sangue, con aumento della pressione sistolica o massima. Il risultato è che si procede più rapidamente verso una condizione di scompenso cardiaco, in particolare nella terza età.

Consiglio finale: per mantenersi in forma controllate regolarmente la pressione e seguite i consigli del medico per porre in atto le necessarie contromisure.

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