Intolleranza al glutine: perché sempre più italiani ne soffrono

Sono sempre di più gli italiani che soffrono di celiachia e intolleranza al glutine: un'indagine ne ipotizza il motivo

Sono sempre di più gli italiani che, negli ultimi anni, hanno scoperto di soffrire di celiachia o di intolleranza al glutine. Ma da dove nascono questi disturbi, e perché i casi di chi ne è vittima sono in aumento?

A fare un po’ di chiarezza sull’argomento è stato il TG1, che ha realizzato un approfondito servizio sul tema. Una troupe si è recata in Sicilia, dove alcuni terreni sono dedicati alla coltura dei grani antichi. Perché ad essere messo sotto accusa dal mondo scientifico è proprio lui, il grano. Quello moderno, però.

Il glutine delle varietà moderne è meno digeribile? Intolleranze e celiachia sono aumentate a causa di un glutine più forte? Secondo Gianfranco Venora, Direttore della Stazione Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia, chi soffre di intolleranza al glutine reagirebbe meglio al consumo di varietà di grano antiche, con indice di glutine basso ma oggi poco coltivate in quanto meno convenienti: le industrie che producono pasta lavorano meglio con un frumento dal glutine forte, e gli agricoltori si sono dovuti adeguare alla richiesta.

Nel campo sperimentale di Santo Pietro, sede della Stazione, si trovano piante di cinquanta varietà di grano antico: è la volontà di riscoprire una coltura che faccia marcia indietro rispetto a quella moderna, che abbandoni la chimica e che torni al piacere per l’agricoltore di crearsi il proprio seme. Perché dietro alla celiachia e alle intolleranze, ci sarebbe proprio la pratica di rafforzamento del glutine: se quello del grano antico si spappolava tra le mani, quello moderno resiste anche alla forza centrifuga. E per l’intestino umano non è un bene.

Ma da dove nasce, il grano moderno? Ovviamente dalla scienza. Nel 1974 furono fatti bombardamenti radioattivi sulle sementi, che portarono alla nascita del Creso, il padre di tutti i grani moderni. Così, dopo anni di sperimentazioni e di modifiche varie, si è arrivati ad un grano che contiene il 22% di glutine, contro il 7% che si aveva prima del 1975. E anche le molecole erano di una qualità migliore: il grano moderno scatena la produzione di un maggior numero di citochine infiammatorie nell’apparato digerente, responsabili di gonfiore addominale, dissenteria, mal di testa, stanchezza generalizzata nei soggetti predisposti.

Ecco dunque che, nel Sud Italia, sono sempre di più gli agricoltori che scelgono di tornare alla coltivazione di grani antichi. Nella riscoperta della tradizione, e a vantaggio della salute.

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