Influenza, incubazione rapida: sintomi

Mal di testa, brividi, fastidio agli occhi: i sintomi dell'influenza sono chiari e la febbre è il parametro fondamentale da considerare

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

I sintomi dell’influenza sono chiari e ben definiti.

Una volta entrati in contatto con il virus, che sceglie le vie respiratorie come propria “abitazione” ideale per replicarsi, in genere i sintomi compaiono in un periodo che varia dalle 24 alle 72 ore.

Sintomi negli adulti

Quasi sempre parte subito la febbre, che può arrivare anche a 39-40 gradi, magari preceduta da mal di testa, brividi, fastidi agli occhi e soprattutto quel malessere diffuso che ci dà la sensazione di avere le ossa rotte. Muscoli e articolazioni infatti possono essere “toccati”, sia pure se indirettamente, dall’attacco del virus.

In genere i sintomi durano da tre a cinque giorni e la febbre cala non appena assumiamo un farmaco che abbassa la temperatura ma poi risale quando invece il medicinale ha terminato la sua azione. Va detto comunque che alcuni problemi, come ad esempio la debolezza diffusa e la tosse, possono permanere anche qualche giorno dopo la scomparsa del rialzo termico. Questo è più o meno il percorso che si presenta nella persona adulta che ha contratto il virus.

Sintomi nei bambini e negli anziani

Ma ci sono casi in cui la situazione si può modificare, soprattutto nei bimbi molto piccoli e negli anziani. Nei neonati i sintomi sono spesso meno facili da interpretare, e frequentemente possono essere presenti inappetenza, difficoltà respiratorie ed uno stato di intensa prostrazione, mentre il rialzo termico può essere meno spiccato. La situazione cambia nei piccoli di età compresa tra 1 e 5 anni, quando la febbre è invece elevata, la sonnolenza e la tosse sono molto intense e può esistere il rischio di convulsioni febbrili. Negli anziani, infine, i sintomi sono a volte meno intensi perché la risposta febbrile appare meno spiccata.

Febbre, parametro principe

La febbre, insomma, è il parametro principe da considerare. Ricordate che se rimane elevata anche dopo qualche giorno e soprattutto se si ripresenta a distanza dal termine dell’infezione, si può sospettare che qualche batterio abbia sfruttato la debolezza dell’organismo indotta da virus per provocare un nuova infezione. In questi casi può essere necessario l’antibiotico, che deve però essere prescritto dal medico. Il “fai da te” è pericoloso per sé e per gli altri, perché può favorire lo sviluppo di resistenza batteriche, con i germi che imparano a superare senza difficoltà l’attacco del farmaco specifico.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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