Influenza, epidemia verso il picco. I dispositivi che ti allertano

I ritmi del sonno e i battiti cardiaci rilevati dai dispositivi da polso sono segnali che prevedono i picchi dell'influenza. La situazione in Italia

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Sembra impossibile prevedere le “ondate” dell’epidemia influenzale. Ma i moderni dispositivi indossabili possono diventare un efficace sistema per misurare l’andamento dell’epidemia nel tempo, tanto da poter rappresentare uno strumento utile per la sanità pubblica anche nelle previsioni. Come? Registrando quanto una persona si muove, con che frequenza batte il suo cuore e soprattutto se dorme bene o male, tutti indici  che segnalano che qualcosa non va per il meglio.

Dimmi come dormi e ti dirò come stai

Misurando i battiti del cuore e soprattutto i ritmi del sonno si può vedere a che punto è l’ondata influenzale, prevedendo anche con qualche settimana di anticipo l’aumento del numero dei casi.

A dirlo è la ricerca condotta dagli scienziati dello Scripps Research Translational Institute in California, coordinate da Jennifer Radin. In pratica gli studiosi hanno analizzato per due anni le informazioni in arrivo da poco meno di 50.000 braccialetti rilevatori per un periodo di due anni, controllando in particolare la frequenza cardiaca e la qualità del sonno, compresi i risvegli notturni o le difficoltà a cadere tra le braccia di Morfeo.

Nelle aree in cui stava per verificarsi il picco dei casi di influenza, nelle settimane precedenti, si è registrato un chiaro mutamento (in termini quantitativi) sia nella frequenza cardiaca sia nei ritmi del sonno. Con questo semplice strumento, insomma, si potrebbe pensare di studiare campagne informative e mettere in atto strategie di prevenzione (la prima è sempre lavarsi spesso le mani), che potrebbero limitare l’impatto dell’epidemia in futuro.

L’importanza dei social

L’importanza di disporre di informazioni che possono risultare di grande importanza per ipotizzare tempi e modi di interventi sanitari mirati in specifiche realtà geografiche, insomma, appare fondamentale.

In questo senso basta pensare, sempre parlando di influenza, a esistono oggi strumenti estremamente efficaci ed efficienti. Ad esempio Google Flu Trends, che parte proprio dai dati raccolti dalla piattaforme di Google Trends e riesce a prevedere anche con dieci-quindici giorni di anticipo rispetto ai tradizionali sistemi di sorveglianza epidemiologica il picco dei casi di influenza stagionale. Oppure alle esperienze di monitoraggio dei social media.

Qualche tempo fa un programma coordinato da Ming-Hsiang Tsou ha dimostrato di anticipare i giorni più “caldi” della stagione influenzale  grazie ad un algoritmo che ha controllato per sei mesi i tweet in cui era presente la parola influenza, concentrando l’attenzione in 11 città americane, dimostrando di poter allertare sulle esacerbazioni epidemiologiche del virus con diversi giorni di anticipo.

Il picco dell’influenza

Venendo alle fonti più “tradizionali” di casa nostra, in ogni caso, l’epidemia influenzale sta andando verso il picco, atteso per le prossime settimane. Dopo la ripresa delle attività scolastiche e del lavoro in ufficio e in fabbrica, sta infatti crescendo sensibilmente la curva che descrive i casi di influenza stagionale.

Attualmente sarebbero quasi due milioni e 300.000 gli italiani con hanno fatto i conti con il virus ma nell’ultima settimana di rilevazione, cioè quella conclusasi domenica 12 gennaio, si è rilevata una vera e propria crescita significativa di casi, in particolare tra giovani adulti ed anziani.

Stando a quanto riporta il bollettino di sorveglianza InfluNet, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità, i casi, la settimana passata sono stati 374.000, per un totale, da metà ottobre, di circa 2.268.000 persone a letto.

Ovviamente, i consigli sono sempre gli stessi. Prima di tutto accertatevi che si tratti veramente di influenza, visto che debbono essere presenti i tre sintomi che l’Organizzazione Mondiale della Sanità propone per definire il quadro. E poi, ricordate la regola delle 3 elle: riposo, alimentazione ricca di liquidi e leggera e permanenza al caldo (ovviamente senza esagerare) aiutano a superare il virus. Magari aiutandosi con tisane o farmaci sintomatici, sempre utili a lenire i disturbi.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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