In cerca di respiro, una campagna per l’asma grave

L'asma grave colpisce tantissime persone: per questo è nata l'iniziativa #donoilmiorespiro, per sensibilizzare sulla malattia

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Colpisce da 5 a 10 persone su cento con l’asma, toglie il respiro e spesso porta al ricovero in pronto soccorso. È questo l’identikit dell’asma severa, che va soprattutto riconosciuta e affrontata per tempo, insieme agli specialisti.

Oggi infatti esistono le armi terapeutiche per “cucire” addosso a ogni persona la giusta terapia. Per ricordare tutto questo, parte la campagna di sensibilizzazione “Dottore ho l’asma. È grave?” promossa da AAIITO – Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali, patrocinata da Federasma ed Allergie Onlus, in collaborazione con l’Associazione Asma Grave e Respiriamo insieme.

Colpiti i giovani, e non solo

“La nostra iniziativa – spiega Antonino Musarra, Past President AAIITO – punta a far emergere l’asma grave, a favorirne una migliore conoscenza, distinguendola dall’asma lieve-moderata e a incentivare l’accesso ai centri specializzati nella diagnosi e nella terapia di questa patologia. Riuscire a garantire una diagnosi in tempi certi e definire una terapia adeguata, potrebbe significare dare una soluzione concreta a pazienti che, se non trattati in modo adeguato, possono andare incontro ad un peggioramento sensibile della loro qualità della vita, con riacutizzazioni dei sintomi, limitazioni dell’attività fisica, disturbi del sonno e assenze dal lavoro o dalla scuola. Nei casi più gravi possono essere necessari frequenti ricoveri in ospedale e, talvolta, le crisi più acute e intense possono mettere a repentaglio la vita dei pazienti. I progressi della medicina di precisione e la disponibilità dei farmaci biologici, soprattutto per i pazienti colpiti da asma grave per i quali la terapia inalatoria non funziona adeguatamente sono una realtà concreta che ha fornito risultati molto positivi ed estremamente rapidi”.

“L’analisi dai dati forniti dal Registro italiano sull’asma grave (RAG/IRSA) 1 – commenta Maria Beatrice Bilò, Responsabile Formazione AAIITO – ha consentito di valutare le caratteristiche generali dei pazienti italiani affetti da asma grave (come età media, peso, esposizione ad inquinanti, fumo di sigaretta e allergeni, presenza di allergia, età di insorgenza dei sintomi, età in cui è stata effettuata la diagnosi, caratteristiche di funzionalità polmonare e di infiammazione bronchiale), la tipologia dei trattamenti utilizzati e la loro efficacia, le patologie associate (le cosiddette comorbidità). Si tratta indubbiamente di pazienti più complessi dal momento che soffrono spesso di comorbidità (ovvero altre patologie associate), riscontrate in più dell’80% dei casi, in particolare rappresentate da sinusite, reflusso gastroesofageo e poliposi nasale. Tra i risultati più interessanti ma al contempo anche più preoccupanti vi è la bassa percentuale di soggetti con asma controllata (circa il 40%) e l’uso tuttora troppo elevato di cortisonici per via sistemica (in circa il 30% dei casi), nonostante l’attuale disponibilità di farmaci biologici efficaci per la maggior parte dei pazienti”.

L’iniziativa viaggia sui social

Da AAIITO e dalle associazioni dei pazienti arriva l’appello sui social a sostenere #donoilmiorespiro. Ma come si fa a donare un respiro? La risposta è semplice: tutti possiamo provare a essere creativi, donando un respiro con una performance, un canto, un pezzo musicale con uno strumento, o anche solo un breve video accompagnato da #donoilmiorespiro e taggando @dottoreasmagrave.

Un appello che fa leva anche sulla sinergia di salute, cultura e arte: la scommessa, dopo quanto successo durante la pandemia, è tornare a coinvolgere chi per lavoro o per passione, desidera mettere l’arte e la sua capacità di generare contenuti originali e coinvolgenti al servizio delle persone che soffrono di asma grave.

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