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Imaging oncologico: all’ICOT di Latina arriva un macchinario TC innovativo

All’Istituto ‘Marco Pasquali’ ICOT di Latina è stato installato un nuovo macchinario TC che migliora la qualità delle immagini con riduzione della dose di radiazioni e della quantità di mezzo di contrasto: tutti i benefici per i pazienti oncologici

Lo sviluppo delle nuove tecnologie in medicina è importantissimo. Strumenti diagnostici avanzati possono aiutare a prevenire l’insorgenza di malattie, a fare analisi più accurate e a stabilire piani terapeutici più efficaci. Possono, inoltre, ridurre il danno biologico determinato dalle radiazioni o dal mezzo di contrasto. Per limitare queste problematiche un nuovo macchinario TC (Tomografia computerizzato), che permette di valutare in maniera accurata la presenza di tumori e la loro estensione, è stato installato all’Istituto ‘Marco Pasquali’ (ICOT) di Latina.

I benefici apportati dall’utilizzo di questo innovativo macchinario per le TAC sono tanti. Per i pazienti oncologici, in particolare, i vantaggi sono una elevata accuratezza nell’ identificare tessuti patologici, come i tumori ed una migliore valutazione della risposta alle terapie oncologiche.

A spiegare l’importanza dell’installazione e dell’utilizzo del macchinario TC è il Dottor Marco Rengo, ricercatore alla Sapienza, consulente presso il reparto di diagnostica avanzata per immagini della struttura ospedaliera del capoluogo.

A cosa serve il nuovo macchinario TC installato presso l’Istituto ‘Marco Pasquali’ (ICOT) di Latina?

Il nuovo macchinario TC, installato presso l’Istituto ‘Marco Pasquali’ (ICOT) di Latina, è il più evoluto disponibile oggi in commercio. Permette di offrire ai pazienti oncologici la possibilità di fare esami più sicuri e accurati e accedere a servizi di elevata qualità.

È una strumentazione moderna che garantisce di ottenere risultati migliori riducendo gli effetti negativi derivanti delle radiazioni ionizzati, poiché emesse in quantità minore, e l’utilizzo di mezzi di contrasto che comunemente vengono iniettati nel paziente per acquisire immagini dettagliate.

Perché è importante ridurre la quantità del mezzo di contrasto e l’emissione di radiazioni ionizzati?

Il mezzo di contrasto utilizzato in TC, a base di iodio, può ridurre la funzionalità renale e, molto raramente, determinare reazioni allergiche. Questi effetti collaterali sono direttamente proporzionali alla quantità di contrasto somministrata. Con la nuova apparecchiatura TC a nostra disposizione siamo in grado di ridurre del 30% la quantità di contrasto necessaria per ogni esame, ottenendo comunque una qualità di immagine superiore alle apparecchiature di vecchia generazione. Anche la quantità di radiazioni erogata al paziente è inferiore, rispetto alla apparecchiature di vecchia generazione, con una riduzione media, a parità di esame, di circa il 40%. Questa riduzione della dose di radiazioni consente comunque di ottenere immagini di elevatissima qualità. Questi fattori sono molto importanti per i pazienti oncologici che devono ripetere esami TC ogni 3-6 mesi. In pratica ogni 3 TC, eseguite con la nuova apparecchiatura, il danno biologico equivale a quello di 2 TC fatte con apparecchi di vecchia generazione.

Quale altro vantaggio produce l’utilizzo del nuovo macchinario TC nell’imaging oncologico?

Oltre a produrre effetti negativi minori, l’utilizzo del macchinario TC di ultima generazione consente di eseguire diagnosi con un’accuratezza superiore rispetto a quanto avveniva in precedenza. Si ottengono risultati più precisi che consentono di elaborare cure altamente personalizzate, di valutare meglio le risposte del paziente alle terapie e di gestirlo più soddisfacentemente dal punto di vista clinico.

Oltre le radiazioni e il contrasto, quali sono gli altri problemi a cui va incontro un paziente oncologico?

Tra dei problemi maggiormente avvertiti dai pazienti oncologici non ci sono solo gli effetti collaterali derivanti dagli esami, ma anche aspetti organizzativi. Spesso, infatti, hanno la necessità di dover prenotare frequentemente esami in intervalli di tempo molto brevi, trovando grandi difficoltà nella ricerca di sedi dotate della strumentazione opportuna e di disponibilità.

Quale soluzione ha trovato l’Istituto Marco Pasquali (ICOT) di Latina?

All’ICOT di Latina è stato aperto uno sportello dedicato a cui si può accedere attraverso tre modalità: direttamente tramite le oncologie del territorio, attraverso il CUP regionale o presso la stessa struttura come ambulatorio privato.