Herpes Zoster o Fuoco di Sant’Antonio, quanto è importante la prevenzione nelle persone con diabete

La riattivazione del virus Varicella-Zoster è un importante fattore di rischio nelle persone con diabete per complicanze croniche

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

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Non pensate solo all’età, quando ragionate sul rischio di riattivazione dell’infezione da Herpes Zoster e delle sue conseguenze. Se è vero che in termini generali il rischio aumenta con l’avanzare dell’età, è altrettanto innegabile che esistono patologie croniche in grado di “sparigliare” le carte e determinare un rischio aumentato anche in chi è più giovane ma ha patologie concomitanti come il diabete. Non per nulla, il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) offre la vaccinazione in maniera gratuita agli over-65 e alle persone dai 18 anni di età che soffrono di patologie croniche, tra cui appunto le persone con diabete. Ma quali sono i rischi specifici per questa popolazione?

Cosa dice la scienza

L’Herpes zoster, meglio noto come fuoco di Sant’Antonio, è una malattia causata dalla riattivazione del virus della varicella-zoster. Tipicamente provoca un’eruzione cutanea dolorosa, ma può causare anche complicanze invalidanti a lungo termine, come il dolore cronico (nevralgia post-erpetica). Esistono precise evidenze che mostrano come il diabete sembra rappresentare un importante fattore di rischio per l’Herpes zoster. Inoltre, l’incidenza di nevralgia post-erpetica è più alta in questi pazienti ed è più grave e persistente rispetto ai soggetti con normale metabolismo glucidico con importante impatto sulla qualità di vita del paziente. Uno studio statunitense ha documentato, attraverso l’esecuzione di una meta-analisi basata su 62 trial, come i soggetti diabetici (in particolare quelli affetti da diabete tipo 2) presentassero un rischio aumentato del 30% di sviluppare infezione da zoster. Un altro studio ha mostrato invece come l’incidenza di Herpes zoster e di nevralgia post-erpetica risulti aumentata, del 78% e del 50%, rispettivamente, negli individui con diabete rispetto a chi ha una glicemia normale. Un ultimo dato epidemiologico: si stima che ogni anno, negli USA, ben il 13% di tutti i casi di infezione si verifichi nei soggetti con diabete, la cui presenza è stato documentato essere associata ad una maggiore severità clinica dell’infezione stessa.

Più attenzione alla prevenzione

Il diabete, quindi, aumenta la suscettibilità, la gravità e la letalità delle più comuni patologie infettive. Ma a fronte di questo dato scientifico, la popolazione di soggetti a rischio che si sottopone alla vaccinazione in generale e a quella per il Fuoco di Sant’Antonio in particolare tende ad essere ancora bassa. Le malattie infettive possono anche causare un aumento temporaneo della glicemia, peggiorando la gestione del diabete stesso. Le vaccinazioni che prevengono quadri come il fuoco di Sant’Antonio (Herpes zoster), quindi, sono veri e propri strumenti di salute.  La vaccinazione non deve quindi essere legata all’età, ma al rischio di malattia e delle sue conseguenze. Come la terapia farmacologica, la prevenzione delle malattie infettive si dovrebbe fare in modo personalizzato. In questo senso, il diabete rappresenta un quadro paradigmatico come patologia ad altissimo impatto sociale. Le infezioni, in persone con diabete, sono un problema estremamente importante perché, per una serie di meccanismi complessi, dovuti non solo alla modifica della risposta immunitaria, non solo hanno un più alto rischio di malattia, ma anche di ospedalizzazione. Non solo. Nel paziente fragile perché diabetico occorre prevenire il fuoco di Sant’Antonio, perché l’infezione da Herpes zoster impatta in modo particolarmente “importante”. La più grave complicanza è la nevralgia posterpetica, che insorge come un dolore debilitante nella sede dell’infezione. Può durare settimane o mesi e, nelle persone con diabete, già predisposti a nevralgia, tale complicanza può avere durata molto superiore e far peggiorare o precipitare il quadro clinico. Inoltre, nel paziente con diabete l’infezione da Herpes zoster, impattando anche sulla funzione cardiaca, potrebbe aumentare il rischio di eventi cardiovascolari.

Sponsor dell’iniziativa è GSK

 

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.