La bilancia può mentire: il grasso addominale invece no

Se il vostro addome supera gli 88 centimetri di circonferenza dovete correre ai ripari. Il peso è importante, ma è il grasso che va tenuto sotto controllo

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Prendete in mano un metro da sarto. Ponetelo intorno all’addome, nella sua parte più prominente. Se siete sopra gli 88 centimetri (per i maschi ovviamente la quota permessa è più elevata, ndr), prevedete un piano che sia fatto di attività fisica, magari per rinforzare gli addominali, e un’alimentazione che riduca le calorie.

Il tutto, anche se la bilancia sembra comunque segnalarvi che il peso è sotto controllo. Non conta infatti solamente quanto tessuto adiposo si ha nell’organismo, ma anche come questo è distribuito. E l’adipe che si concentra nella pancia non è solamente antiestetica, ma può addirittura diventare una sorta di “organo” a sé stante, con un’attività metabolica che le cellule adipose localizzate in altre sedi, come ad esempio le cosce, non hanno.

Qualche esempio? Le cellule adipose che si trovano all’interno della pancia e intorno ai visceri possono facilitare i processi infiammatori, far salire il colesterolo LDL (quello cattivo che tende a depositarsi nei vasi), addirittura favorire l’aumento della sensazione di appetito agendo su una particolare sostanza regolatrice, la leptina.

Insomma, per le donne il grasso che si deposita nell’addome può essere una minaccia per la salute, da combattere con grande attenzione. Tanto che donne di peso normale ma con un accumulo di tessuto lipidico nell’addome possono avere – dopo la menopausa – un rischio di mortalità più elevato rispetto alle coetanee che, pur se a parità di peso, si trovano È infatti il grasso depositato sulla pancia a far aumentare la mortalità, più del peso di per sé.

Ecco le cifre del rischio

A dare l’allarme, pur se con il limite di concentrare l’attenzione sulle donne in menopausa, è una ricerca apparsa su Nutrition, Obesity and Exercise coordinata da Sun Yangbo. Lo studio ha preso in esame i dati relativi a una popolazione di oltre 156.000 donne in menopausa, raccolti nell’ambito del Women’s Health Initiative Study.

Il parametro che deve mettere in allarme sono gli 88 centimetri di circonferenza addominale. Confrontando i dati di chi raggiungeva o superava questa soglia (per conoscerla, come detto, basta un metro da sarto), con quelli relativi a donne di peso normale, senza obesità centrale, (a parità di caratteristiche demografiche, stato socioeconomico, fattori legati allo stile di vita e stato ormonale), in quelle che avevano la “pancia” il rischio per tutte le cause di mortalità è risultato aumentato del 31%; mentre tra le donne in sovrappeso ma senza obesità centrale, il rischio risultava aumentato solo del 16%.

Anche tra le donne normopeso, quelle con punto vita superiore a 88 cm presentavano rispetto a quelle con circonferenza vita normale, un rischio di mortalità cardiovascolare aumentato del 25% e di mortalità per tumori del 20.

Un parametro da tenere presente

Lo studio – secondo il parere di Patrizia Burra, ordinario di Gastroenterologia presso l’Università di Padova e vicepresidente della Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva (SIGE) – ha il limite di considerare solamente donne che avevano superato la soglia della menopausa e quindi i risultati non possono essere traslati automaticamente in chi è più giovane.

E soprattutto l’unico parametro considerato è stato proprio la misura del giro vita, mentre forse sarebbero stati utili anche controlli diagnostici mirati più specifici. “Tuttavia – spiega l’esperta – ha permesso di evidenziare come donne di peso corporeo normale, che presentino però obesità centrale, siano a maggior rischio di mortalità rispetto a donne di peso normale senza obesità centrale e che questo rischio sia simile a quello delle donne obese.

Ciò significa che basare la valutazione del rischio comportato dall’obesità, solo sulla base del calcolo dell’indice di massa corporea (BMI) non consente di individuare l’aumentato rischio di mortalità proprio delle donne normopeso ma con distribuzione del grasso di tipo centrale”. Insomma, armiamoci di metro. E se serve, chiediamo consiglio per trovare le soluzioni.

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