Demenza, troppi grassi cattivi aumentano il rischio

A dirlo è un recente studio giapponese che ha monitorato la situazione di un campione di più di 1000 persone

Eccedere con il consumo di acidi grassi trans espone a un maggior rischio di andare incontro a problemi di demenza e di avere a che fare con malattie come l’Alzheimer. Questa è la conclusione di uno studio condotto da un’equipe scientifica attiva presso l’Università di Kyushu (Giappone). I dettagli di questo lavoro sono stati pubblicati sulle pagine della rivista Neurology.

Gli esperti che hanno condotto lo studio, coordinati dal Dotttor Toshiharu Ninomiya, hanno reclutato un campione di 1628 persone, tutte di età superiore ai 60 anni. Nel corso del periodo di osservazione, 377 di loro hanno avuto a che fare con diverse forme di demenza, soprattutto Alzheimer.

Gli esperti hanno notato che, nei soggetti con alte quantità di grassi trans nel sangue, i nuovi casi annui di demenza corrispondevano a circa 29,8 ogni 1000 persone. Diversa è risultata la situazione dei soggetti con scarsa presenza di grassi trans a livello ematico. In questo frangente, i casi di demenza sono risultati pari a 21,3 ogni 1000 persone.

Nello specifico, l’equipe ha misurato i livelli di acido elaidinico/elaidico, acido grasso contraddistinto dalla presenza di 18 atomi di carbonio. Riconosciuto per la prima volta come prodotto naturale all’inizio degli anni ’50, è associato anche a un rischio di abbassamento dei livelli di colesterolo HDL.

Dati alla mano, esagerare a tavola con l’assunzione di grassi trans aumenta del 50/70% il rischio di andare incontro a problemi di degenerazione cognitiva e di demenza. I risultati in questione sono stati commentati dal Dottor Ninomiya. L’esperto ha specificato che, grazie a queste evidenze, abbiamo in mano un motivo in più per diminuire l’apporto di grassi cattivi.

Questi lipidi insaturi – indi caratterizzati dalla presenza di uno o più doppi legami tra gli atomi che li compongono – si possono trovare in diversi alimenti. Tra questi è possibile ricordare la margarina, le brioche, gli snack industriali dolci.

Fondamentale è fare attenzione anche ai dadi da brodo, al pesce surgelato e ai formaggi stagionati. L’assunzione eccessiva di questa tipologia di lipidi è stata associata nel corso degli anni anche al maggior rischio di avere a che fare con problematiche relative alla salute cardiovascolare.

Gli studiosi che hanno condotto la ricerca hanno posto l’accento sulla necessità, da parte di chi si occupa di politiche di sanità pubblica, di incentivare la riduzione dell’utilizzo di acidi grassi trans nei prodotti industriali.

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