Gengivite, l’apparecchio può “cambiare” il microbiota

Uno studio analizza come la presenza di placca in corrispondenza dell'apparecchio possa cambiare il microbiota: fondamentale l'igiene orale

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

L’ortodonzista è una figura fondamentale per l’estetica e la funzionalità dei denti. Grazie ai suoi studi, consente di affrontare e risolvere alcuni difetti, a tutte le età. Ed è importante seguire le indicazioni degli esperti, così come è fondamentale essere perfettamente in linea con l’igiene della bocca.

Ma occorre comunque ricordare che anche la popolazione batterica del cavo orale va controllata. Ed in questo senso, l’apparecchio, soprattutto se non si osservano le regole, può diventare una “molla” che può far modificare il microbiota e quindi facilitare l’insorgenza di parodontopatie, ovvero malattie delle gengive e del tessuto che circonda il dente. A ricordarlo è una ricerca condotta dagli esperti dell’Università di Hiroshima, pubblicata su Scientific Reports.

Importante pulire con cura

Anche se spesso non lo ricordiamo, il microbiota della bocca è particolarmente ricco. Si tratta infatti della seconda popolazione, dopo quella dell’intestino, all’interno del corpo umano.

Per questo gli studiosi nipponici si sono concentrati su quanto avviene a carico di questi batteri in caso di presenza di trattamenti ortodontici, studiando il microbiota prima, durante e dopo il posizionamento del dispositivo. I mutamenti sarebbero legati alla presenza di placca che si può formare in corrispondenza dell’apparecchio.

Lo studio ha monitorato in oltre 70 pazienti quanto è avvenuto individuando una condizione tipica della parodontopatia, con una percentuale di batteri anaerobi (che vivono in assenza di ossigeno) maggiore rispetto ai ceppi “amici” della bocca durante il trattamento. Secondo gli esperti si crea quindi una condizione orale, che, sul fronte della popolazione batterica presente, appare simile al microbiota della fase di transizione dalla gengiva sana alla parodontite.

Occorre il parere dello specialista

I denti “storti” hanno sempre rappresentato un problema fin dall’antichità, tanto che i primi tentativi di terapia risalgono al 1000 avanti Cristo. Agli inizi del secolo scorso l’obiettivo dell’ortodonzia, cioè della corretta posizione dei denti, non era soltanto l’allineamento dentale ma anche il raggiungimento di una buona occlusione e quindi di una buona funzione masticatoria.

Oggi per ortodonzia, o meglio ortognatodonzia, si intende invece quella specialità dell’odontoiatria volta alla risoluzione non solo delle problematiche funzionali e masticatorie del paziente in crescita e dell’adulto ma anche alla risoluzione delle problematiche estetiche del sorriso e delle proporzioni facciali.

L’ortodontista oggi deve porsi una domanda importante prima di pianificare un trattamento: come può il movimento dentale ortodontico per la correzione del morso e per l’ottenimento della funzione masticatoria modificare i tratti facciali e del sorriso nel rispetto del concetto attuale di estetica facciale. Insomma, bisogna capire se la terapia, peraltro necessaria, può influire sull’espressione del viso.

Proprio da questa analisi e dallo studio del profilo dei tessuti molli del viso, come naso, labbra, guance e mento, e delle loro proporzioni parte oggi l’intero processo di diagnosi e cura. Una volta “disegnato” l’ovale del viso, si può pensare a pianificare il trattamento per ottenere i migliori risultati estetici. Senza dimenticare che occorre che i denti della mascella e della mandibola “combinino” al meglio tra loro e che consentano una valida masticazione, che rappresenta uno degli obiettivi di un corretto risultato ortodontico.

Diversi studi sull’estetica facciale e l’introduzione nella pratica clinica di nuovi presidi, sia sotto forma di apparecchi  che aiutano a “raddrizzare” i denti sia con trattamenti misti che prevedono anche piccoli interventi chirurgici, permettono  agli “esperti del sorriso” di intervenire in maniera efficace nella risoluzione delle problematiche estetiche e funzionali sia dei pazienti in crescita che dei pazienti adulti.

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