Gengive a rischio parodontite, chi è più in pericolo e come scoprirlo

Le gengive non vanno mai trascurate: cosa accede in caso di parodontite e le cinque domande per scoprire se sei a rischio

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Un leggero sanguinamento. La gengiva che si ritrae. Il dente che sembra non stare solido al suo posto. Sono tanti i segni della parodontite. E l’igiene orale, assieme ai controlli regolari, è un punto chiave per tenere la bocca in salute.

Sulla salute delle gengive, si sa, “pesa” molto la predisposizione individuale che rende più suscettibili all’azione dei batteri della placca dentale, che favoriscono il distacco del le radici dei denti dall’osso mascellare. La predisposizione è in parte genetica, in parte legata a fattori ambientali modificabili quali il fumo, in parte a malattie di salute generali come ad esempio il diabete.

Per chi soffre di diabete i rischi sono ancora maggiori visto lo stretto rapporto che esiste tra le due condizioni. Alla base del legame tra diabete e parodontite c’è anche il microbiota orale, ovvero i batteri che normalmente abbiamo nella bocca, la cui diffusione aumenta la produzione di citochine infiammatorie a livello gengivale e compromette la risposta immunitaria locale, generando dei processi a catena che possono portare ad un peggioramento del controllo glicemico. Diabete e parodontite sono quindi legate da una relazione bidirezionali in cui ovviamente l’aumento eccessivo dei valori di glucosio (iperglicemia) gioca un ruolo importante: da un lato in chi soffre di diabete aumenta il rischio di parodontite, dall’altro l’infiammazione del parodonto può influire negativamente sull’efficacia dei meccanismi di controllo della glicemia.

Come stanno i denti post-Covid

Secondo una ricerca di Top Doctor il 33% degli intervistati non sa che bisogna spazzolare i denti in verticale e non in orizzontale, il 68% li pulisce per meno di due minuti quasi sempre pensando a tutt’altro, senza concentrarsi su cosa sta facendo. Eppure l’infiammazione gengivale riguarda 30 milioni di italiani adulti, ovvero la metà della popolazione, ma appena il 17% riceve la diagnosi e solo il 3% dichiara di essere stato trattato per curare la malattia.

Il risultato è un aumento dei casi di parodontite grave, e con essa del rischio di perdere elementi dentali: lo sottolineano gli esperti della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), in occasione della Giornata Europea delle gengive sane del 12 maggio, riferendo i risultati di un’indagine condotta a inizio 2022 da Key-Stone in collaborazione con SIdP su circa 1800 persone.

I dati mostrano che con la stabilizzazione della pandemia grazie alle vaccinazioni gli italiani stanno tornando dal dentista, ma principalmente per motivi estetici. “C’è ancora un enorme divario fra la prevalenza dell’infiammazione gengivale e la consapevolezza dei pazienti – osserva Nicola Marco Sforza, presidente SIdP – Un italiano su tre sbaglia tecnica per spazzolare i denti che non vanno mai puliti in orizzontale, come molti fanno, ma con movimento rotatorio verticale.

Se si usa lo spazzolino manuale, ma anche quello elettrico, oggi spesso suggerito dai dentisti e dagli igienisti, il movimento deve partire dalle gengive e passare verticalmente sul dente in modo da eliminare al meglio i residui di cibo e rimuovere la placca batterica che aderisce tenacemente nelle zone dei denti prossime alle gengive: mai al contrario, anche internamente, evitando di spazzolare con troppa forza per non creare danni sia ai denti che alle gengive.

Per eseguire correttamente le manovre di igiene orale – precisa Sforza –  è necessario passare almeno due minuti a lavarsi i denti;  purtroppo la maggior parte delle persone ci mette molto meno e lo fa senza guardare cosa sta facendo e pensando a tutt’altro. Se non ci si concentra sulle manovre, – avverte l’esperto – è facile saltare dei punti e non spazzolare bene tutta l’arcata dentale, causando la comparsa della placca batterica, del tartaro e quindi dell’infiammazione gengivale oltre che dell’aumentato rischio di carie dentali”.

Cinque domande per sapere se siete più a rischio

1 Quanti anni hai? Ricordate sempre che in termini generali il rischio di sviluppare parodontite tende a crescere con l’aumentare dell’età.

2 Di che sesso sei? Le ricerche dicono che la parodontite in genere si manifesta più frequentemente negli uomini rispetto alle donne.

3 Sei fumatore o ex-fumatore? Il fumo è nemico della salute della bocca ed in particolare delle gengive, anche perché accresce il livello di infiammazione locale.

4 Le gengive sanguinano? Anche se tendiamo a sottovalutare questo segnale d’allarme il sanguinamento è un segno d’infiammazione. ricordiamo sempre che occorre parlarne con il dentista.

5 I denti si muovono?  La malattia parodontale può mettere a rischio i denti, causando alterazione del tessuto di sostegno.