Formaggio, il cibo proibito per pazienti con insufficienza renale diventa accessibile

Un brevetto del Policlinico di Milano inventa il formaggio per i pazienti con insufficienza renali e in dialisi

Il formaggio, cibo proibito per i pazienti con insufficienza renale o in dialisi, ora diviene finalmente accessibile, grazie alla collaborazione tra un medico del Policlinico di Milano e un imprenditore di prodotti caseari che li ha portati a creare e brevettare una nuova modalità di produzione di questo alimento.

Il formaggio FriP nella dieta di pazienti con insufficienza renale

Si chiama formaggio FriP e il suo brevetto, registrato proprio dal Policlinico, è stato concesso gratuitamente ad alcune aziende casearie per favorirne la diffusione sul territorio: l’obiettivo è di migliorare il più possibile la qualità di vita delle persone con patologie renali e in particolare ai dializzati, ai quali i formaggi sono pressoché proibiti per ragioni di salute.

“Il Policlinico di Milano – sottolinea Marco Giachetti, presidente dell’Ospedale – è da sempre all’avanguardia nella ricerca biomedica, come primo istituto pubblico in Italia e secondo in assoluto. La nostra missione è sempre stata quella di sperimentare e trovare nuovi metodi di cura, nuovi dispositivi e invenzioni per migliorare la qualità della vita dei nostri pazienti.

Ma anche, grazie allo sfruttamento dei nostri terreni ricevuti in donazione nel corso dei secoli, di produrre cibo di qualità come latte, riso e yogurt da filiere sicure, corte e sostenibili, certificato dai nostri medici. In questo caso abbiamo la possibilità di produrre alimenti funzionali, in grado cioè di aiutare chi soffre di certe patologie ad avere un’alimentazione equilibrata o migliorare certe situazioni patologiche. Il prossimo passo sarà quello di utilizzare il latte proveniente dalle cascine dell’Ospedale per avviare una produzione autonoma del FriP a marchio Ca’ Granda, con filiera biologica, corta e garantita aumentando ulteriormente il nostro supporto ai pazienti nefropatici dell’area milanese e lombarda”.

Che cos’è la tecnologia FriP

“La tecnologia FriP potrebbe avere un impatto significativo sulla qualità di vita dei pazienti con insufficienza renale – commenta Ezio Belleri, direttore generale del Policlinico di Milano – un dializzato in media ha 60-75 anni, e quando la sera torna a casa magari sfinito da una dialisi pesante deve pure seguire una dieta in cui gli sono vietate tante cose. In mezzo a tante privazioni, poter offrire un alimento sano invece che una pillola in più dà il vero senso del nostro mestiere: quello di fare ricerca, trovare nuove soluzioni ai problemi di salute e metterle immediatamente a disposizione delle persone”.

In questo momento qualche formaggio prodotto con la tecnologia FriP è disponibile in via sperimentale, grazie all’interessamento delle associazioni di pazienti. L’obiettivo, dopo questa fase di test, è rendere i prodotti FriP disponibili su scala più ampia, per migliorare la qualità di vita dei pazienti con patologie renali.