Fate attenzione al fegato se i cicli mestruali non sono regolari

L'irregolarità mestruale può influire sul benessere del fegato. Una regolare attività fisica e una dieta corretta aiutano a evitare i rischi

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Capita a molte donne di avere mestruazioni particolarmente prolungate o di soffrire di irregolarità del ciclo. Ovviamente, bisogna parlare di questa situazione con il ginecologo, per capire quali possano essere le cause del problema e, se necessario, porre le giuste soluzioni. Ma ora una ricerca condotta all’Università di Seul, in Corea del Sud, aggiunge un ulteriore tassello alle conoscenze sui possibili effetti a distanza delle alterazioni del ciclo mestruale.

In chi ha problemi di questo tipo, sarebbe più alto il rischio di sviluppare la steatosi non alcolica del fegato (spesso definita con la sigla anglosassone NAFLD), ovvero l’infarcimento di tessuto grasso per l’organo che è una sorta di “laboratorio” del corpo. La ricerca è stata pubblicata su Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism.

Attenzione alle abitudini

Si sa che soffrire di irregolarità mestruali in termini di durata e irregolarità può associarsi ad una serie di problemi di tipo metabolico, come il diabete di tipo 2 e, di conseguenza, richiedere anche una particolare attenzione per la salute di cuore ed arterie. E si sa anche che l’obesità, che magari si può associare a queste alterazioni nel ciclo, è ovviamente un fattore che tende ad alterare l’equilibro metabolico dell’organismo.

Lo studio in ogni caso va ad identificare la possibilità che l’irregolarità mestruale possa influire sul benessere del fegato, anche a prescindere dall’eventuale sovrappeso. In particolare gli esperti si sono concentrati sul classico “fegato grasso” non legato all’eccessiva assunzione di alcolici, che vede come trattamento fondamentalmente una sana alimentazione e un regolare esercizio fisico.

Leggendo i risultati dello studio, condotto su più di 70.000 donne under 40, emerge prima di tutto un dato: poco meno di una donna su tre, più precisamente il 28% all’inizio della ricerca aveva flussi mestruali irregolari per tempi e/o durata. Sette giovani su cento, sempre stando alla prima osservazione, aveva segni di steatosi epatica non alcolica. Il monitoraggio di queste donne è andato avanti per quattro anni, con l’identificazione di nuovi casi di “fegato grasso” nel 9% dei casi, con una maggior frequenza di insorgenza proprio in chi aveva problemi legati al ciclo mestruale.

Consigli pratici: per chi presenta irregolarità del ciclo seguire un’alimentazione ricca di vegetali e con basso contenuto di grassi e controllare il peso anche attraverso una regolare attività fisica può rivelarsi utilissimo per il controllo del benessere del fegato e del metabolismo dell’intero organismo.

Cosa comporta per il metabolismo

Perché occorre fare attenzione al “fegato grasso”? Fondamentalmente perché questo organo, lavorando davvero come un laboratorio, rappresenta davvero una sorta di “metronomo” del metabolismo del corpo. In questo senso l’alimentazione ipercalorica, specie se unita alla scarsa attività fisica, rappresenta un nemico per la salute del fegato costretto ad un superlavoro e portato a “infarcirsi” di tessuto adiposo.

Il fegato grasso in questi casi può diventare una manifestazione della sindrome metabolica, caratterizzata da sovrappeso/obesità, diabete, ipertensione, aumento dei trigliceridi, riduzione del colesterolo buono o Hdl. Alla base della steatosi epatica vi è anche la resistenza all’insulina: il pancreas deve produrre più insulina per mantenere la glicemia nella norma e questo a lungo andare causa diabete. Chi ha il fegato grasso presenta un un rischio di sviluppare il diabete tre o quattro volte superiore rispetto a chi non ne soffre, e il diabete gioca poi un ruolo chiave nello sviluppo dei problemi vascolari.

Per accorgersi del fegato grasso, l’approccio più semplice è quello dell’ecografia, che permette di vedere se il fegato è iper-riflettente. Purtroppo non esistono farmaci specifici, per cui occorre in caso di steatosi epatica metabolica occorre puntare sullo stile di vita. Ripetiamo i consigli degli esperti: affidatevi all’alimentazione mediterranea, che è povera di grassi saturi, di formaggi, salumi, dolci, mentre è ricca di frutta, verdura, legumi, pesce. È poi ovviamente indispensabile una riduzione delle calorie nel caso in cui il soggetto sia sovrappeso. Ed è sempre necessaria una regolare attività fisica.