Fare presto e bene, la prima regola per combattere l’ictus

L’ictus è una patologia tempo-dipendente: è fondamentale riconoscere subito i sintomi per poter intervenire tempestivamente

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Debolezza da un lato del corpo, bocca storta, difficoltà a parlare o comprendere (afasia), muovere con minor forza un braccio, una gamba o entrambi, vista sdoppiata o campo visivo ridotto, mal di testa violento e improvviso, insorgenza di uno stato confusionale, non riuscire a coordinare i movimenti né stare in equilibrio.

È un lungo elenco di sintomi e segni quello che caratterizza la possibile comparsa di un ictus cerebrale. Ma c’è un fattore che lega tutte queste situazioni: la rapidità di risposta. Solo facendo presto si può arrivare alle cure mirate caso per caso, in base alle caratteristiche dell’ictus, e limitare i danni. Lo ricordano gli esperti di ALICe Italia Odv, Associazione per la lotta all’ictus cerebrale, in occasione della Giornata Mondiale dedicata alla patologia che si celebra il 29 ottobre.

Registrati a DiLei per continuare a leggere questo contenuto

Bastano pochi click (ed è totalmente gratuito)

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Fare presto e bene, la prima regola per combattere l’ictus