Epilessia, sintomo più comune nel tumore al cervello

Per il 40% circa dei pazienti, gli attacchi epilettici rappresentano il sintomo di esordio della patologia cerebrale

In alcuni casi, l’epilessia può essere legata alla presenza di un tumore al cervello.

In situazioni del genere, è fondamentale curare ogni singolo passo del rapporto con il paziente, dall’iter diagnostico, alla terapia, fino a tutto quello che ruota attorno all’assistenza. La necessità di cautele specifiche è legata alla complessità terapeutica che caratterizza il quadro dell’epilessia secondaria associata a tumore cerebrale.

Recentemente sono state rese pubbliche le prime indicazioni a livello mondiale per la presa in carico e il trattamento di chi vive in prima persona la situazione appena ricordata. Le raccomandazioni in questione sono state riassunte in un lavoro pubblicato sulle pagine di Neurological Sciences e curato dall’equipe scientifica della LICE (Lega Italiana Contro l’Epilessia).

Per fornire qualche numero in merito all’epilessia tumorale, ricordiamo che riguarda il 6/10% circa di tutti i casi. Per quanto riguarda la globalità delle epilessie acquisite, quelle associate a neoplasia cerebrale rappresentano il 12% circa del totale. In generale, l’insorgenza di epilessia rappresenta il sintomo più comune del tumore al cervello.

Per il 20/40% dei pazienti a cui viene diagnosticata questa tipologia di cancro, gli attacchi epilettici rappresentano proprio il sintomo di esordio della patologia. Nel 10% delle diagnosi di tumore al cervello, l’epilessia fa la sua comparsa man mano che la malattia progredisce. Per quanto riguarda invece la frequenza delle crisi, si ricorda che è un fattore che varia sulla base della tipologia di tumore e della sua localizzazione.

Come sottolineato dal Dottor Gennaro Ciliberto, direttore scientifico dell’Istituto Regina Elena, la presenza dell’epilessia associata a tumore al cervello causa una vera e propria disabilità e un aggravamento del quadro clinico che ha un peso notevole sia sulla qualità di vita del paziente, sia sui costi sociali.

I dottori Marta Maschio e Francesco Paladin, coordinatori del lavoro che ha portato alla definizione delle linee guida di trattamento, hanno operato in collaborazione con altri 35 specialisti italiani tra neurologi ed epilettologi e hanno fatto riferimento alla letteratura scientifica analizzando più di 7000 articoli.

Tra le raccomandazioni che sono riusciti a estrapolare, è possibile ricordare il fatto di non ricorrere alla profilassi antiepilettica in assenza di attacchi (questo vale sia nel caso dei tumori cerebrali, sia in quello delle metastasi). Gli esperti consigliano inoltre di non acquistare i farmaci antiepilettici di vecchia generazione che, intervenendo sulla funzionalità degli enzimi del fegato, possono favorire l’eliminazione dal corpo dei medicinali anti tumorali.

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