Epidemia di polmonite: i sintomi, le cose da fare (e quelle da non fare)

La polmonite è un'infezione che colpisce i polmoni e si manifesta con difficoltà respiratorie e febbre: ecco cosa bisogna sapere

Sono oltre 150 i casi di polmonite riscontrati a Brescia e la popolazione è sempre più preoccupata. Soprattutto perché non si conoscono ancora le cause che hanno portato l’epidemia.

L’Agenzia di Tutela della Salute di Brescia ha diramato un avviso alla popolazione in cui ha chiarito alcuni comportamenti precauzionali da adottare per evitare il contagio da polmonite. Secondo le prime indagini dell’ATS, infatti, il problema potrebbe essere negli acquedotti: ed è proprio per questo motivo che l’agenzia ha iniziato gli opportuni controlli. Dato che la polmonite è una malattia respiratoria, il primo sintomo che si verifica nelle persone è la difficoltà a respirare, spesso accompagnata da febbre molto alta, tosse e dolore al petto. I sintomi possono cambiare a seconda del soggetto, dell’età e della presenza o meno di eventuali – altre – patologie. In genere si prende a causa di un’infezione batterica, ma non sono escluse situazioni in cui il contagio può avvenire tramite virus, parassiti e funghi.

La prima cosa che bisogna fare, quando si hanno i sintomi della polmonite, è rivolgersi immediatamente a un medico. In genere la terapia consigliata è quella antibiotica. Nel caso in cui il soggetto affetto da polmonite sia un fumatore, questi deve interrompere immediatamente il consumo di sigarette, altrimenti potrebbe aggravare l’infezione.

L’Ats di Brescia ha invitato la popolazione a provvedere alla manutenzione dei punti di emissione dell’acqua del rubinetto e a far scorrere l’acqua calda e quella fredda prima dell’utilizzo. Nel corso di questa operazione è preferibile aprire le finestre e far arieggiare le stanze, soprattutto dopo un lungo periodo di assenza. Per quanto riguarda l’esterno dell’abitazione, invece, si consiglia di evitare le fonti di acqua vaporizzata, le vasche idromassaggio, e di non irrigare i giardini con i diffusori a spruzzo. Non bisogna lasciare al sole le canne adibite all’irrigazione di orti e giardini e non va usata l’acqua del rubinetto per apparecchi come l’aerosol e i macchinari per l’ossigeno. Per tre giorni, inoltre, l’Ats consiglia di portare la temperatura dell’acqua tra i 70° e gli 80°, facendola defluire da tutti i punti d’erogazione almeno per tre volte al giorno.

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