Epicondilite, come contrastare il gomito del tennista

Questo processo degenerativo a carico dei tendini può riguardare anche chi lavora spesso al computer o chi fa bricolage

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Il momento, scegliendo l’ora giusta ed evitando di sforzarsi troppo, è quello giusto per un match a tennis con le amiche. Ma non pensate, se non siete sportive, di essere immuni al gomito del tennista. L’epicondilite è in agguato, e spesso può comparire sotto mentite spoglie, senza che nemmeno abbiate preso in mano racchetta e pallina.

Le cause sono diverse

Muscoli e articolazioni, ovviamente, sono particolarmente a rischio in estate. Le alte temperature possono far perdere grandi quantità di liquidi e sali minerali all’organismo, con conseguenti possibili ripercussioni sulla salute generale.

Ma oltre al clima, ci sono anche condizioni che possono mettere a disagio un’articolazione che usiamo molto come quella del gomito, con i muscoli che vengono interessati dal processo. E compare l’epicondilite, meglio nota come il gomito del tennista.

Sia chiaro: non bisogna essere protagoniste sulla terra rossa per affrontare questo fastidio.  Il gomito del tennista o epicondilite laterale – così viene definita scientificamente questa condizione – può essere considerato una lesione traumatica da sovraccarico in cui il muscolo estensore comune delle dita viene stirato in maniera eccessiva e si infiamma.

La lesione si automantiene per una specie di circolo vizioso: in partenza c’è l’infiammazione del gomito che, come accade in caso di infiammazione articolare, scatena il dolore attraverso il rilascio di sostanze che stimolano i recettori del dolore stesso.

Purtroppo poi lo stesso dolore induce irritazione nelle zone limitrofe e quindi tende ad allargarsi, influendo sulle possibilità di movimento. Per questo i dolori diventano più forti quando si tenta di agguantare un oggetto e quando questa manovra coinvolge il muscolo estensore delle dita. E’ il caso della racchetta da tennis, ma anche, più semplicemente, del manico di un padella o delle maniglie di una valigia.

Conviene evitare le situazioni a rischio

Non solo tennis, quindi, tra i fattori di rischio per chi ha l’articolazione del gomito sensibile. Può andare incontro a questi fastidi, specie se già si sono manifestati in passato, anche chi è amante delle gite in mountain bike per lo stimolo indotto dalla necessità di controllo di manubrio e freni.

Allo stesso modo, anche chi usa spesso braccia e mani per lavoro può essere più a rischio, a partire dall’abitudine di stare per ore alla tastiera del computer. Occhio anche ai lavori di bricolage che prevedano di maneggiare martelli o cacciavite, ma anche se ci si trova a servire a tavola e quindi si è costretti a portare cabaret o piatti avanti e indietro.

Soluzioni possibili? Prima di tutto puntate sul riposo per l’articolazione, ricordando che, per la specifica modalità di presentazione, il dolore inizialmente può apparire sopportabile, ma a volte peggiora nei giorni successivi.

L’importante, nelle forme meno gravi, è mettere a riposo il gomito e magari applicare una fasciatura protettiva su di esso e sull’avambraccio, e l’epicondilite sembra scomparire. Ci si può aiutare, se necessario, pure con farmaci anti-infiammatori. Quello che bisogna fare è cercare di evitare che il fastidio diventi cronico: in questi casi occorre far vedere la situazione da uno specialista ortopedico, che può definire al meglio la situazione.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Epicondilite, come contrastare il gomito del tennista