Doniamo il sangue, una terapia salvavita per molte persone

È importante che la donazione del sangue non si fermi: perché è una terapia salvavita per moltissime persone

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Oltre a quanto avviene per Covid-19, il dilagare della variante Omicron presenta una serie di “effetti collaterali” sulla sanità che non vanno sottovalutati. Oltre alla difficoltà di eseguire diversi trattamenti programmati, al rischio di perdere appuntamenti per gli screening e all’allungamento delle liste d’attesa per diagnostica e terapie, la diffusione del virus può anche impattare sulla disponibilità del sangue e dei suoi derivati, veri e propri strumenti di cura per molte persone. Le carenze si stanno osservando in tutta Italia e per far fronte a questa situazione basta un gesto semplice e solidale: donare il sangue. Ci sono persone di tutte le età che ne hanno bisogno ed aspettano questa semplice offerta d’aiuto.

La situazione preoccupa

La situazione è in via di costante monitoraggio da parte del Centro Nazionale Sangue, delle SRC e del Civis, il coordinamento delle principali associazioni di donatori di sangue in Italia (AVIS, Croce Rossa, FIDAS e FRATRES) e l’appello è, per chiunque sia in buona salute, di contattare il proprio centro di raccolta più vicino per prenotare una donazione. Non è una cosa insolita che nei primi mesi dell’anno, in coincidenza del picco di diffusione dell’influenza, si registrino carenze di sangue. Ma in queste prime settimane la situazione è aggravata ancor più dalla nuova ondata pandemica che costringe donatori e in alcuni casi anche il personale addetto alla raccolta a sottostare a periodi di quarantena, o per aver contratto il virus o per aver avuto dei contatti con persone positive.

“La nuova ondata pandemica sta vivendo in questi giorni il suo picco e bisogna stare in guardia – commenta il direttore del Centro Nazionale Sangue, Vincenzo De Angelis. Ricordiamo però che, già dal primo lockdown, sono attive una serie di procedure che hanno lo scopo di garantire la sicurezza di tutti gli attori coinvolti, donatori di sangue in primis, ma anche il personale medico e infermieristico che lavora nei servizi trasfusionali e nelle unità di raccolta associative. Donare il sangue è sicuro ed in questi giorni è più utile che mai”.

Sangue e derivati, un aiuto per molti

Chi deve essere sottoposto ad un intervento chirurgico complesso, chi ha bisogno di recuperare il prezioso liquido dopo un trauma. E non bisogna dimenticare le tante persone che proprio con la trasfusione del sangue o di suoi componenti ottengono una loro cura, da ripetersi regolarmente. Pensate alle Beta-Talassemia, una malattia genetica, ereditaria, che è possibile diagnosticare sin dai primissimi anni di vita. Le persone affette da questa patologia hanno entrambi i genitori portatori sani del difetto genetico. L’impatto sulla qualità della vita dei pazienti della Beta-Talassemia è molto pesante, soprattutto a causa della trasfusione dalla quale i pazienti dipendono per la propria sopravvivenza e che rimarrà ancora per molti anni un trattamento non superabile.

Altre patologie del sangue che possono richiedere trasfusioni regolari come cura sono le sindromi mielodisplastiche, malattie caratterizzate dalla proliferazione incontrollata delle cellule staminali ematopoietiche, che non riescono più a maturare correttamente e ad assicurare, di conseguenza, una normale produzione di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. La trasfusione è utile perché offre al paziente quello che il suo midollo non riesce a produrre anche se, quando l’anemia è grave, le condizioni di salute generali della persona ne risentono pesantemente.

Di conseguenza, l’anemia trasfusione-dipendente è una condizione molto critica per i pazienti, sovente anziani e con patologie associate. E sono solo esempi. Occorre darsi da fare e capire che donando il sangue si testimonia anche la propria scelta di vivere una vita sana. “Essere donatori significa farsi portavoce di uno stile di vita sano e corretto – commenta Gianpietro Briola, coordinatore pro-tempore del CIVIS, Coordinamento Interassociativo dei Volontari Italiani del Sangue e Presidente di AVIS Nazionale. Perciò è più che mai importante proteggersi e rispettare le semplici norme di igiene e distanziamento che tutti noi abbiamo imparato a conoscere. Il bisogno di emocomponenti non cessa mai e per questo invitiamo i nostri donatori a compiere il proprio gesto con sollecitudine e chiunque non lo avesse ancora fatto a diventare donatore di sangue o plasma. Agire, come già siamo organizzati, attraverso la programmazione e la prenotazione della donazione significa garantire la continuità delle attività sanitarie e permettere accessi contingentati nelle unità di raccolta per la sicurezza di tutti”.

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