Dolore, come nasce e quanto ne soffrono le donne

Ad essere più esposte al dolore sono le donne tra i 35-50 anni con mal di testa, mal di schiena. E lo stress peggiora la situazione

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Una persona su cinque, in Europa, soffre di dolore. In Italia l’incidenza tocca addirittura il 24-25%, una delle più alte in tutto il vecchio continente. Occorre quindi prendere le opportune contromisure. E soprattutto, bisogna affrontare con attenzione quella che rappresenta la prima voce di spesa sanitaria in Europa.

Milano ospiterà nei prossimi mesi il Congresso Mondiale sul Dolore. Per saperne di più ecco qualche suggestione di Paolo Marchettini, Responsabile del Centro di Medicina del Dolore del Centro Diagnostico Italiano di Milano e del Centro di Medicina del dolore dell’Ospedale San Raffaele e Docente di Fisiopatologia e Terapia del Dolore all’Università della Svizzera Italiana.

Chi è più esposto al dolore?

Le donne sono a maggior rischio, considerando ovviamente ogni tipo di dolore. “Il paziente tipo è una donna tra i 35-50 anni, con mal di testa e dolori diffusi, un reddito familiare medio tra i 20 e i 40mila euro all’anno, sottoposta a molti fattori di stress e con un’educazione medio-bassa, come ad esempio può accadere se non si è andati oltre la scuola dell’obbligo” – spiega l’esperto. ”

I dolori più frequenti sono mal di schiena e mal di testa, ma è bene sottolineare che la fascia di età che soffre maggiormente di dolore è tra i 35-50 anni. Bisogna quindi sfatare il mito che il dolore aumenti esclusivamente con l’avanzare degli anni. In particolare, l’emicrania è un problema giovanile, che diventa più grave negli adulti giovani. Il mal di schiena, invece, è un problema con picchi di intensità nell’età media, solo il dolore delle grandi articolazioni aumenta con gli anni”.

Colpisce sicuramente il fatto che il grado di istruzione risulta inversamente proporzionale al grado e alla persistenza del dolore. Basti pensare che il 30% dei cittadini con titolo di studio medio-basso hanno esperienza di dolore severo, mentre l’incidenza scende al 17-18% nella popolazione con un titolo di studio elevato.

“Questo fenomeno si spiega con la presumibile migliore capacità di comunicare con il medico di una persona più istruita – è il commento di Marchettini. E una buona comunicazione medico-paziente è fondamentale per evitare una cronicizzazione del dolore, portando enormi risparmi alla sanità e migliorando la qualità di vita dei pazienti. Il prossimo obiettivo, che vogliamo lanciare proprio con il Congresso Mondiale sul Dolore, è la realizzazione delle linee guida sulla comunicazione medico-paziente, con la terapia del dolore che può essere la palestra ideale per sviluppare da un lato la cultura dell’ascolto e dall’altro quella del racconto.

Attenzione allo stress

In questo periodo storico, caratterizzato da stress diffuso nella popolazione, provare dolore sembra più facile. “Assistiamo all’esplosione di quello che possiamo ribattezzare “dolore da crisi”, con un aumento considerevole dei casi di congestione dell’intestino e della vescica, dolori muscolari, senso diffuso di spossatezza e difficoltà nel riposare – segnala Marchettini. Benché sia proprio lo stress psichico a causare questi danni, il dolore esiste davvero e i pazienti non devono essere considerati “malati immaginari”.

In situazioni di minaccia e di pericolo l’organismo ha la necessità di liberarsi di tutto ciò che è di “ostacolo”, svuotando la vescica e l’intestino. Quando si vivono, invece, situazioni continuative di stress, come la tensione, la preoccupazione, la perdita del proprio ruolo sociale, si rischia una congestione che può portare a ulcera allo stomaco, colite, cistite etc.

Inoltre, in questo periodo di stress diffuso, si registra una maggiore incidenza della fibromialgia: un dolore cronico, di lunga durata, che colpisce diversi distretti muscolari del corpo e si accompagna a un senso di fatica, di spossatezza e di difficoltà a trovare riposo con un sonno adeguato. L’aumento di questa condizione non è casuale in periodi di forte preoccupazione: è durante il sonno, infatti, che avviene una messa appunto della nostra percezione del dolore e la mancanza di sonno è al tempo stesso responsabile di dolori muscolari diffusi”.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Dolore, come nasce e quanto ne soffrono le donne