Disturbo post traumatico da stress: cos’è e come riconoscerlo. Parla l’esperto

Il dottor Giuseppe Luca Reffoli, psichiatra di MioDottore, ci spiega cause e sintomi del disturbo post traumatico da stress

Il disturbo post traumatico da stress si sviluppa in una persona esposta a eventi traumatici.

Il dottor Giuseppe Luca Reffoli, psichiatra di MioDottore, ci aiuta a capire di cosa si tratta, le cause che lo provocano, come riconoscerlo e le cure disponibili.

Che cos’è e quali sono e cause del disturbo post traumatico da stress
La sofferenza psicologica che segue l’esposizione a un evento traumatico si manifesta in svariati modi anche a seconda del nostro temperamento “pretraumatico” e a seconda dei nostri fattori di rischio “sociale”. Quindi, non tutte le persone esposte a eventi traumatici o più semplicemente stressanti sviluppano un disturbo reattivo a tale evento.

In particolare nel DSM 5, l’ultima edizione del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, è previsto un capitolo per i cosiddetti “Disturbi correlati a eventi traumatici e stressanti”. Tra questi il disturbo sicuramente più studiato e anche descritto in molti film e libri è il “Disturbo da Stress Post Traumatico” che è caratterizzato dallo sviluppo di specifici segni e sintomi in seguito all’esposizione diretta a morte reale o a minaccia di morte, grave lesione o violenza sessuale sulla persona interessata o su una persona vicina a quella interessata dai sintomi.

Quali sono i sintomi e le conseguenze
Le manifestazioni del disturbo tendono a manifestarsi e a organizzarsi a distanza di un certo tempo, solitamente mesi, dal momento traumatico e si raggruppano all’interno di quattro poli. Il polo dei ricordi intrusivi e ricorrenti dell’evento traumatico, come anche sogni collegati all’evento, il polo dell’evitamento persistente di stimoli correlati al trauma, il polo dell’emotività negativa e il polo della disforia e dell’iper-reattività che portano la persona a non ricordare dettagli del trauma, a sperimentare vissuti di rabbia e orrore per la vicenda accaduta che possono portare a ricorrenti esplosioni di rabbia e al ricorso all’automedicazione con alcol e sostanze stupefacenti.

Si possono poi associare nei casi più gravi sintomi dissociativi che comportano grossolane alterazioni dello stato di coscienza che possono anche aumentare il rischio di suicidio. Se non trattato il disturbo tende a cronicizzare fino a sfociare in disturbi anche depressivi gravi con insonnia e netto peggioramento del funzionamento della persona e della qualità della vita dell’interessato e dei suoi cari.

Quali sono le cure
Ad oggi il trattamento si basa su una farmacoterapia che deve essere ritagliata a seconda della tipologia di sintomi che prevale e deve essere monitorata con visite di controllo, con l’eventuale associazione di una psicoterapia di tipo cognitivo o dinamico.

Molti studi di radioimaging (tac e risonanze del cervello) hanno mostrato variazioni microscopiche a livello del tessuto in seguito all’esposizione a traumi dando luogo a ulteriori studi di livello avanzato per il trattamento e la prevenzione di questo relativamente nuovo disturbo mentale.

Disturbo post traumatico da stress: cos’è e come riconoscerlo. ...