Diagnosi precoce per controllare il glaucoma che ruba la vista

La diagnosi precoce è fondamentale per prevenire o rallentare il decorso del glaucoma che arreca danni irreversibili alla vista

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Qualcuno l’ha paragonato a un topolino in una dispensa. Piano piano, giorno dopo giorno, rosicchia piccole quantità di cibo senza che ce ne accorgiamo. Poi, quando le riserve si esauriscono, capiamo cosa è successo. La metafora spiega bene cosa accade in caso di glaucoma, non per nulla chiamato ladro silenzioso della vista. A lungo non da segni della sua presenza e poi magari quando si scopre ha già creato qualche problema, tanto che una persona su due non sa di averlo e si accorge tardi della sua presenza. Controllare la vista e soprattutto la pressione all’interno dell’occhio è fondamentale in questo senso. A ricordarlo sono gli esperti in occasione della Settimana Mondiale del Glaucoma.

Una degenerazione progressiva

Quasi un milione e 200mila persona in Italia fanno i conti con questa situazione, che può avere diverse sfaccettature. “Il glaucoma – spiega Stefano Miglior, direttore della clinica oculistica Policlinico di Monza – Università Milano Bicocca, nonché Presidente dell’Associazione italiana Studio Glaucoma –  è una patologia degenerativa e se non viene monitorata e controllata con la terapia farmacologica o chirurgica porta alla cecità irreversibile. Coinvolge, in genere, entrambi gli occhi determinando danni permanenti al nervo ottico.  Il fattore di rischio più importante è la pressione oculare elevata, ma in un terzo dei casi viene osservato in pazienti con pressione oculare normale. Il soggetto può andare incontro a una progressiva riduzione del campo visivo fino alla visione cosiddetta “tubulare” che dà l’impressione di guardare attraverso un cono, perché si riesce a vedere solo una piccola parte di ciò che si ha davanti. Non esiste una cura definitiva, ma la patologia può solo essere rallentata. È stato osservato che in alcuni pazienti glaucomatosi si assisterebbe anche a una progressiva compromissione strutturale e funzionale di zone cerebrali non propriamente deputate alla visione. Non è raro che le persone non si accorgano, anche per lungo tempo, di esserne affette e arrivino dall’oculista quando la situazione è ormai già compromessa. I controlli oculistici periodici sono fondamentali”.

L’età ovviamente, va considerata, visto che la patologia tende a presentarsi soprattutto, ma non solo negli over-60. Soprattutto, una volta fatta la diagnosi, occorre pensare alle contromisure. Secondo Miglior “non ci sono nuove armi nella terapia medica del glaucoma ma abbiamo a disposizione una significativa batteria di molecole che, in mono-terapia o terapia combinata, permettono di gestire un numero elevato di pazienti. Ciò che conta, in ogni modo è arrivare presto a riconoscere la presenza di questo ladro “silenzioso”.

“Le metodiche diagnostiche del glaucoma non sono invasive e si basano su tre fattori, come ricorda Miglior: “disponibilità dell’individuo sano a sottoporsi a visite oculistiche di controllo ripetute nel tempo (se l’individuo è a conoscenza di parenti stretti affetti da glaucoma, farebbe bene a cominciare a farsi visitare già in età giovanile);  esperienza del clinico oculista che visita il presunto paziente e corretta interpretazione dei risultati degli esami di riferimento in rapporto ai dati clinici osservati sul presunto paziente”.

Puntiamo sui controlli

“Il glaucoma è una malattia che fa perdere la vista ma può essere curato, nella maggior parte dei casi, con un semplice collirio. Per questo è essenziale farsi visitare regolarmente da un Medico Oculista per diagnosticare tempestivamente la malattia. Non bruciare la tua vista: una visita di controllo può proteggerti dal glaucoma”.

In sintesi, è questo il significato della Settimana Mondiale del Glaucoma 2022 nell’appello di Mario Barbuto, presidente di IAPB Italia Onlus, la sezione italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità. L’esperto ricorda come “il glaucoma è la seconda causa di cecità al mondo ed è particolarmente insidioso, perché non presenta sintomi in fase iniziale nella maggior parte dei casi ma si avverte solo quando il danno al nervo ottico e alla vista è irreparabile”.

Quest’anno, a rappresentare simbolicamente gli effetti del glaucoma sull’occhio, IAPB Italia Onlus ha scelto l’immagine di “un uovo al tegamino bruciato ai bordi. Dove tuorlo e albume rievocano facilmente pupilla e iride e le bruciature che appaiono sui bordi dell’uovo, quando cuoce a temperatura troppo alta e troppo a lungo, evocano invece la progressione del glaucoma, che “brucia” gradualmente la vista periferica senza che la persona se ne accorga – spiega lo chef Alessandro Circiello, che ha prestato il suo nome per la campagna IAPB Italia Onlus “Non distrarti. Il glaucoma può bruciare la tua vista” – In entrambi i casi, questo accade perché ci siamo dimenticati di controllare o per sottovalutazione”.

Da Aosta ad Enna, da Cremona a Pesaro saranno circa 90 gli appuntamenti nelle piazze di tutta Italia organizzati da IAPB Italia Onlus assieme alla Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. Prenderanno la forma di incontri di sensibilizzazione tra la cittadinanza e i medici ma anche di controlli gratuiti della vista.

Sul sito www.settimanaglaucoma.it l’elenco completo delle iniziative città per città.

“Per non distrarsi, per non sottovalutare il glaucoma, l’informazione diventa elemento cardine per difendersi dalla malattia – conclude il presidente Mario Barbuto – La prevenzione dipende dalle scelte attive dei singoli. E le scelte dipendono dalla loro consapevolezza. La visita oculistica ogni anno dopo i sessant’anni – e ogni due tra i 40 e i 60 – si conferma la principale forma di prevenzione”.