Diabete, nuovo farmaco per combatterlo e ridurre la massa grassa

La scoperta si deve a un team scientifico dell'australiana Monash University

Patologia cronica tra le più diffuse, il diabete potrebbe raggiungere nel 2035 il preoccupante traguardo dei 595 milioni di casi a livello mondiale (dati dell’International Diabetes Federation).

Per i pazienti che vivono in prima persona questa condizione potrebbe arrivare presto una svolta. In Australia è stato infatti sviluppato un nuovo farmaco in grado non solo di favorire la diminuzione dei valori glicemici, ma anche di aiutare a ridurre la massa grassa.

Questo traguardo è frutto di uno studio preclinico condotto da un team di ricercatori attivi presso la Monash University. I dettagli del lavoro in questione sono stati pubblicati sulle pagine della rivista scientifica Nature.

Il farmaco di cui stiamo parlando agisce sul recettore gp13. Il team di ricerca, guidato dal Dottor Mark A. Febbraio, è riuscito a sviluppare una molecola in grado di attivarlo nota con il nome di IC7Fc. La sua efficacia è stata testata su un gruppo di topi da laboratorio. Gli studiosi hanno portato alla luce risultati molto positivi, scoprendo che IC7Fc è in grado di ottimizzare la tolleranza al glucosio, ma anche di abbassare la glicemia.

Considerando sempre gli esiti sui topi, è stato possibile riscontrare una riduzione del peso e dei livelli di steatosi epatica (fegato grasso). Gli aspetti interessanti di questo farmaco non finiscono certo qui! L’equipe del Dottor Febbraio ha infatti scoperto che la molecola succitata è in grado di prevenire la perdita della massa muscolare scheletrica. In questo specifico caso, bisogna dire grazie all’attivazione del recettore YAP1.

I ricercatori hanno effettuato alcuni test su cellule umane e di primati non umani, arrivando a concludere che l’impiego della molecola IC7Fc non provoca infiammazioni o reazioni del sistema immunitario. Il Dottor Francesco Purrello, Presidente della Società Italiana di Diabetologia e accademico presso l’Università di Catania, ha definito i risultati di questo studio preclinico “estremamente interessanti”.

Ha inoltre sottolineato che la molecole IC7Fc ha un’azione molteplice su diversi tessuti aventi un ruolo essenziale nello sviluppo del diabete (stiamo parlando in particolare del diabete di tipo 2). Ha altresì specificato che si tratta di una molecola multitasking, in grado di agire sull’insulinoresistenza sia a livello muscolare sia per quel che concerne il tessuto adiposo.

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