Diabete di tipo 1, fondamentali controllo della glicemia e rilascio di insulina

La terapia prevede il controllo costante glicemico e la somministrazione di insulina. MiniMed 780G è un dispositivo medico che monitora e regola i livelli di glicemia nel sangue

Per chi gira molto in automobile, è quasi un sogno. Immaginate un’auto che, da sola, si ricarica di benzina perché ha un rilevatore in grado di capire quando non c’è più carburante per il motore collegato ad una invisibile “stazione di servizio” interna che eroga il carburante stesso quando manca. Per chi soffre di diabete, in particolare nella forma di tipo 1 questo “sogno” è stato realizzato grazie alla tecnologia, che ha messo a punto sofisticati dispositivi in grado di rilevare la concentrazione del glucosio in modo continuativo durante la giornata e di rilasciare quando necessario l’insulina. La tecnologia, insomma, aiuta davvero la vita delle persone.

Cos’è il diabete di tipo 1

Il diabete di tipo 1, o insulino-dipendente, si manifesta nei bambini e negli adolescenti e riconosce uno specifico meccanismo di insorgenza. Al momento, pur se non si conoscono con certezza i passaggi che portano un bambino perfettamente sano a diventare diabetico, si sa che nel corpo di soggetti predisposti si verifica un particolare fenomeno. Le cellule beta deputate alla produzione di insulina, l’ormone che ha il compito di controllare il tasso del glucosio nel sangue (ovvero il valore della glicemia), vengono attaccate e distrutte da autoanticorpi. Il che significa che è l’organismo stesso, probabilmente per l’azione di un virus che ha alterato il normale funzionamento del sistema immunitario, a distruggere le cellule pancreatiche. Man mano che il processo avanza, cala il numero delle cellule beta che lavorano. E col tempo viene a mancare l’insulina.  I sintomi della malattia sono abbastanza tipici. In primo luogo il bambino comincia a fare più frequentemente la pipì, soprattutto di notte, e allo stesso tempo ha costantemente sete. Il motivo di questa alterazione, che deve mettere sul chi va là i genitori, è semplice. Il glucosio in eccesso nel sangue viene eliminato dal corpo attraverso le urine. Questo “smaltimento” viene effettuato all’interno dei reni, che hanno il compito di produrre l’urina. Solo che con il glucosio, che normalmente non dovrebbe essere presente nelle urine, passa anche molta acqua presente nel sangue. Per cui l’organismo ha  necessità di reintegrare le perdite e il piccolo beve molto. Un altro segnale che deve spingere ad un controllo del bambino da parte del pediatra è il dimagrimento inspiegabile, legato al fatto che il grasso viene “consumato” dall’organismo per produrre quell’energia che normalmente dovrebbe essere fornita dal glucosio.  La terapia si basa sulla dieta, che va studiata caso per caso, e sulla somministrazione di insulina, necessaria per compensare la carenza di produzione di ormone da parte dell’organismo.

Le nuove frontiere della tecnologia

A tutte le età, l’obiettivo principale della terapia del diabete è l’ottimizzazione del controllo glicemico, condizione fondamentale per la prevenzione primaria e secondaria delle complicanze. Nella persona con diabete tipo 1, questo obiettivo è tanto più attuabile quanto più la somministrazione di insulina tende a replicare l’andamento della secrezione fisiologica. In questo percorso si inserisce il dispositivo MiniMed 780G, una sorta di “nuova frontiera” per la gestione del diabete di tipo 1: è un sistema di “closed loop ibrido avanzato”, capace di automatizzare la somministrazione sia dell’insulina basale che dei boli per la correzione dei rialzi glicemici ogni cinque minuti, nei pazienti dai 7 agli 80 anni affetti da diabete di tipo 1. Il device, messo a punto da Medtronic, nasce per agevolare ulteriormente la vita di chi affronta questa malattia perché riduce l’impegno richiesto per gestire la terapia e farlo in modo più sereno, mantenendo sotto controllo la glicemia più facilmente intervenendo autonomamente sull’erogazione per compensare imprecisioni nella stima dei carboidrati e correggendo automaticamente glicemie elevate. In pratica modula autonomamente la somministrazione sia dell’insulina basale che dei boli per la correzione dei rialzi della glicemia e addirittura può essere connesso con lo smartphone, con evidenti ripercussioni sia sulla gestione sia sull’eventuale invio dei dati allo specialista curante. Si tratta di un “atout” fondamentale in questa fase di pandemia, che consente maggiore controllo, in tempo reale, dell’andamento glicemico da parte del medico e dei familiari, validato da evidenze scientifiche. Il tutto è assicurato dalla connettività, dalla disponibilità di dati e analisi sempre aggiornati, e alla possibilità di istruire all’uso da remoto su piattaforme virtuali certificate, dedicate. La disponibilità del device consente di personalizzare l’obiettivo terapeutico di controllo della glicemia a partire da un valore di glucosio sensore di 100 milligrammi per decilitro. Insomma: si tratta di un aiuto in più per chi ogni giorno deve affrontare la sfida con il diabete di tipo 1, patologia che davvero cambia la vita ed impone per tutta l’esistenza di gestire in modo ottimale i picchi della glicemia, mantenendo i valori entro livelli consigliati dal diabetologo. Per chi vive con il diabete di tipo 1, infatti, diventa una sfida quotidiana dover calcolare con precisione la quantità di carboidrati di ogni pasto per poter determinare il corretto quantitativo di insulina del bolo. E la tecnologia può essere di grande aiuto, sia in termini di controllo della malattia che sul fronte della qualità di vita.

Con il contributo di Medtronic Italia S.r.l.

 

 

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