Diabete, così morde il cuore della donna fin da giovane

Cuore, reni, occhi: cosa si rischia col diabete di tipo 2, anche per le donne under-55. I sistemi di valutazione

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Buone abitudini. Alimentazione che segua le regole della dieta mediterranea, senza esagerare con le calorie, attività fisica regolare, niente fumo. Così si mette freno all’avanzata del diabete che mette a rischio occhi, reni, arterie, nervi e, ovviamente, il cuore. Proprio sul cuore delle donne si è concentrata una ricerca americana che dimostra come il diabete di tipo 2, quello che nasce spesso dalle cattive abitudini e da stili di vita non proprio salutari, aumenterebbe di molto il rischio di sviluppare una malattia cardiaca. Anche in giovane età.

Quali sistemi per valutare i rischi nelle under-55

La ricerca è stata condotta da due grandi centri americani, il Brigham and Women’s Hospital e la Mayo Clinic, ed è stata pubblicata su Jama Cardiology. Gli studiosi hanno preso in esame una popolazione di quasi 30.000 donne, partecipanti al Women’s Health Study, che segue nel tempo un gran numero di donne di diversa età. i ricercatori hanno preso in esame una serie di parametri, circa 50, potenzialmente correlati sia con il diabete che con il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

Cosa è emerso? Le donne under-55 con diabete di tipo 2 avevano un rischio dieci volte maggiore di andare incontro a malattia cardiovascolari nei vent’anni successivi, almeno stando ad un parametro che diventa di grande importanza. Si chiama resistenza all’insulina delle lipoproteine ​​(LPIR) e potrebbe diventare un utile sistema di monitoraggio e di previsione dei rischi futuri per il cuore quando la glicemia non è esattamente sotto controllo.

Ovviamente non si tratta dell’unico marcatore considerato, ma questo dato appare di grande importanza. Basti pensare che i valori del colesterolo “cattivo” o LDL così come quelli dell’emoglobina glicata (esame che permette di valutare le tendenze della glicemia nelle settimane precedenti la rilevazione) risultavano meno significativi, in termini di associazione con il rischio di sviluppare cardiopatie.

La sintesi dello studio, peraltro, si concentra sull’importanza di contrastare in primo luogo sovrappeso ed obesità. La presenza della resistenza all’insulina e di una diagnosi di diabete di tipo 2 o anche la sola sindrome metabolica, caratterizzata da incremento di peso, ipertensione, alterazione dei valori di lipidi e della glicemia, aumentano di molto i rischi. Ovviamente, in questa valutazione, la tendenza ad ammalarsi scritta nei geni e la ridotta attività fisica incidono pesantemente e vanno tenute in debita considerazione. L’importante è ricordare comunque che anche nelle donne giovani il diabete va prevenuto e che le sane abitudini possono diventare davvero le migliori amiche della salute del cuore e non solo.

Non solo cuore

Contrastare il diabete di tipo 2, quello di tipo 1 ha un’altra origine ed è di natura autoimmune, significa soprattutto avere buone abitudini e non solo per la salute del cuore. Se la glicemia si alza cronicamente a livelli patologici, specie se si associa ad aumenti della pressione arteriosa e del colesterolo, si rischiano infatti complicanze cardiache ma non solo. Il diabetico è a maggior rischio di infarto del miocardio, perché la patologia favorisce lo sviluppo di aterosclerosi nelle arterie. Per lo stesso motivo cresce anche il pericolo di ictus cerebrali.

Ma anche per i reni il diabete è un problema: questa complicazione della malattia porta ad una progressiva riduzione della capacità dei reni di “ripulire” il sangue. E quindi le sostanze nocive che dovrebbero essere eliminate rimangono nel sangue stesso, danneggiando l’organismo.

Ancora: se la glicemia è molto alta si modifica la sensibilità dei nervi, con la comparsa di percezioni errate. In più lo scarso afflusso di sangue danneggia i reni, dando luogo a fortissimi dolori. Passando ai piedi, il danno ai nervi rende il piede del diabetico meno sensibile e il carente afflusso di sangue per i restringimenti delle arterie riduce l’ossigenazione del piede stesso.

Per cui si va più facilmente incontro a ferite non percepite, che tendono a non rimarginare e provocare infezioni. Infine, ricordate i rischi per gli occhi: chi soffre di diabete rischia una specifica alterazione della retina, la parte dell’occhio che recepisce gli stimoli visivi, legata alla modificazione dei vasi sanguigni che la irrorano.

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Diabete, così morde il cuore della donna fin da giovane