Curare le ferite: arrivano cerotti intelligenti e oli essenziali

Realizzato il cerotto intelligente in silicone e nanofibre di carbonio che non si attacca alle ferite e favorisce la coagulazione del sangue accelerando la guarigione

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Quante volte, togliendo il cerotto, ci siamo accorti che la crosticina sulla ferita viene via con l’adesivo e il taglio si riapre perché la coagulazione non è completata?

In futuro, grazie alle biotecnologie e alla natura, tutto questo non accadrà più. Oli essenziali di piante molto diffuse, come la lavanda o il rosmarino, e soprattutto garze “intelligenti” potranno aiutarci a rimarginare prima, e in sicurezza, le ferite della pelle.

I composti efficaci

Tenete a mente questo nome: beta-carofillene. Sarebbe questa la sostanza, presente negli oli essenziali di diversi vegetali, individuata dagli studiosi dell’Università dell’Indiana e presentata sulla rivista PlosONE.

Gli scienziati americani hanno testato gli effetti di questo composto, presente tra l’altro in lavanda, rosmarino e pepe nero, sul processo di guarigione delle ferite negli animali da esperimento. Ed hanno visto la sua applicazione, tramite oli essenziali, favorisce la ricrescita cellulare e soprattutto la migrazione delle cellule che debbono indurre la rimarginazione della ferita verso la sede voluta.

Insomma: l’olio essenziale diventa una sorta di richiamo per accelerare il processo di guarigione. Il tutto con un effetto collaterale sicuramente gradito per chi presenta un inizio di stempiatura: grazie all’azione di questi composti chimici, si aumenta l’espressione genica delle cellule staminali del follicolo pilifero. Quindi chissà che in futuro questo approccio si possa rivelare valido anche per i capelli.

Tra le speranze, poi, c’è anche l’opzione di impiegare questo approccio per ridurre il rischio che sull’epidermide si creino cicatrici particolarmente visibili, migliorando quindi anche il risultato estetico dopo interventi chirurgici o traumi.

Ovviamente non è la prima volta che si parla di oli essenziali per il trattamento di condizioni patologiche. Basti pensare che fin dall’antico Egitto è noto questo approccio terapeutico, che entra in gioco anche nei meccanismi dell’aromaterapia. Ma questa applicazione potrebbe in futuro creare una vera e propria “barriera” protettiva dopo una lesione della pelle.

Gli oli essenziali sono principi aromatici contenuti nei vegetali, con le sostanze attive presenti sono estremamente concentrate. Da qui viene il termine di oli essenziali, che contengono principi utili per contrastare anche diversi sintomi di stagione, dal mal di gola fino ai problemi digestivi.

Il cerotto “intelligente”

Immaginate la possibilità di avere un cerotto che non solo riesce a bloccare la perdita di sangue, favorendo la coagulazione, ma al contempo non fa male quando si stacca e soprattutto non si trascina via la “crosta” della ferita.

In laboratorio qualcosa di simile è stato ottenuto, quasi per caso, grazie a una speciale garza costruita con silicone e nanofibre di carbonio. A scoprirla e a valutarne l’azione, in laboratorio, sono stati gli scienziati dell’ETH (Scuola Politecnica Federale) di Zurigo e dell’Università Nazionale di Singapore, che hanno spiegato i risultati dei loro studi sulla Nature Communications.

La scoperta è stata casuale perché gli scienziati stavano studiando tessuti da utilizzare per dispositivi destinati ad entrare in contatto con il cuore e non certo per rimarginare prima le ferite. Il cocktail tra nanofibre di carbonio e silicone è diventato “pratico” sotto forma di tessuto che ricorda perfettamente la classica garza che applichiamo sulle ferite, sia essa o meno contenuta all’interno di un cerotto.

Gli scienziati hanno visto che la “patina” artificiale è risultata idrorepellente e soprattutto non si impregnava di sangue a contatto con una ferita. Come se non bastasse, oltre ad evitare la classica “macchiolina” rossa poteva essere staccata senza difficoltà. In più l’applicazione del tessuto “ipertecnologico” sulla ferita ha fatto anche da propellente per i processi della coagulazione del sangue, favorendo quindi la guarigione della lesione.

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