Covid-19, attenzione alla stressoressia e ai rischi per il metabolismo

Come dice la parola, è figlia dello stress: la stressoressia è una modalità alimentare che rischia di alterare i processi metabolici e compromettere le abitudini alimentari

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Interessa soprattutto le donne tra i 25 ed i 45 anni ed è figlia dello stress, legato alla necessità di accudire sempre i bambini, poter accogliere gli ospiti e gli amici, essere sempre perfettamente in forma. La conseguenza di tutti questi “obblighi” si chiama stressoressia, ed è una modalità alimentare che influisce sia sul tipo di cibi che si assumono sia sulle modalità di nutrirsi.

Chi ne soffre, infatti, tende a preferire alimenti particolarmente sapidi oppure ad esagerare con i dolci. Risultato, si rischia col tempo di creare le condizioni ideali per lo sviluppo di ipertensione o di diabete e comunque si modifica il metabolismo.

Come nasce?

Prima di tutto, bisogna ricordare che la stressoressia secondo gli esperti non è legata all’ambizione di dimagrire per forza, quanto piuttosto ad una sorta di minor attenzione all’alimentazione. Chi ne soffre in pratica fa fatica a trovare il tempo da dedicare al cibo, visti gli impegni familiari e professionali.

Sotto accusa, tra i meccanismi che determinano il quadro, c’è soprattutto lo stress cronico, che porta ad un aumento della produzione di cortisolo, adrenalina e noradrenalina, sostanze che in eccesso rendono più stanchi e abbassano il tono dell’umore. Ovviamente, considerando il periodo di lockdown e le numerose ansie che si sono accompagnate all’infezione da sars-CoV-2, in queste settimane i rischi di sviluppare questa forma di tensione emotiva che si mantiene nel tempo si sono dilatati.

In pratica, specie se c’è voglia di affermarsi e diventa una vera e propria “molla” l’attività professionale che non offre le risposte positive che si vorrebbero, c’è il rischio di scaricare queste tensioni sulle abitudini alimentari, che quindi si alterano. Questa, in sintesi, può essere considerata la nascita della scarsa attenzione a nutrirsi, che si può proprio tradurre nel termine di stressoressia. In queste circostanze si rischia a un lato di dimenticarsi letteralmente di mangiare, dall’altro di consumare cibi in quantità insufficiente ed in tutta fretta, con il risultato di perdere peso e magari sentirsi ancora più in forma, anche se il corpo soffre.

Oppure, in altre situazioni, può condurre ad un’alimentazione insufficiente intervallata da episodi di binge eating, vere e proprie abbuffate che portano a introdurre migliaia di calorie in un unico pasto. Lo stress, come detto, è una molla da tenere sotto controllo, così come bisogna sempre prestare attenzione al ritmo del sonno. Chi fa fatica a riposare il giusto e soffre d’insonnia, infatti, tende a creare perturbazioni nel proprio equilibrio, che si può ripercuotere anche nelle abitudini alimentari.

Sul fronte dell’alimentazione in genere si osserva una diminuzione dell’introito calorico con una dieta poco salutare, che a volte viene però intervallata da vere e proprie “abbuffate” inspiegabili”: Purtroppo, oltre alla riduzione del cibo, spesso si assiste anche a scelte che non sono propriamente salutari. Ad esempio la donna può ricercare cibi particolarmente sapidi per avere un “piacere” intenso al gusto
oppure tende a lasciarsi andare al consumo di zuccheri semplici (caramelle e bibite in primis) con il risultato di aprire la porta ad un possibile aumento della pressione o di sottoporre il corpo a vere e proprie sferzate di insulina che possono favorire l’insorgenza del diabete.

Occhio ai social

Secondo gli esperti, lo smartphone rischia di diventare una sorta di strumento irrinunciabile per chi deve fare i conti con la stressoressia. Si rischia infatti di rimanere più concentrati su quanto avviene sullo schermo, in una sorta di rapporto quasi costante, piuttosto che pensare a nutrirsi e masticare correttamente.

Una masticazione veloce, infatti, può rappresentare un ulteriore problema per l’assunzione di alimenti, facilitando l’insorgenza di problemi a carico dello stomaco, specie se si scelgono cibi particolarmente ricchi in grassi in grado di appesantire il processo digestivo. L’attenzione ai social, in particolare, può diventare quasi un “catalizzatore” dell’attenzione con conseguente impatto sul rapporto con il cibo.

In genere, una volta passati i momenti di stress, la situazione tende comunque a sistemarsi. Per chi soffre di stressoressia in forma particolarmente significativa, in ogni modo, è fondamentale agire prima che si alterino i normali sistemi di controllo. Poi è importante evitare di caricarsi di eccessive responsabilità sul lavoro, creando situazioni difficilmente sostenibili.

In questo è fondamentale il supporto di uno psicologo o di uno psicoterapeuta, che deve essere in grado di seguire nel tempo la situazione. Per quanto riguarda l’alimentazione è basilare ricordarsi che ogni giorno occorre avere almeno tre appuntamenti con il cibo, ricordando di lasciare il giusto tempo alla colazione.

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